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Illumia sfida il mercato di luce e gas con le pile ad alta efficienza

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Illumia sfida il mercato di luce e gas con le pile ad alta efficienza

(Imagoeconomica)
(Imagoeconomica)

Di fronte all’ennesimo slittamento al 1° luglio 2019 della completa liberalizzazione del mercato di elettricità e gas che farà uscire dall’ombra 24 milioni di utenti rimasti sotto la maggior “tutela” regolata dall’Authority dell’energia, Illumia non sta a guardare. L’operatore bolognese di luce e gas, unica family company italiana nel settore, dopo aver fatto da apripista in Italia dei contratti elettrici ad alto risparmio abbinati alla vendita di lampadine led e di e-bike debutta sul mercato con le pile alcaline ad alta efficienza: 150mila blister ordinati per il primo test quest’anno con l’obiettivo di accaparrarsi una fettina dell’1% del business italiano delle batterie.

Un 1% su un mercato che vale 400 milioni di euro, significa 4 milioni di fatturato in più ma soprattutto un nuovo veicolo quotidiano e di uso comune per fare arrivare nelle case italiane il marchio Illumia e la sua offerta energetica sostenibile ed efficiente. Con l’ambizione di diventare il quinto player nazionale.
La sfida è dura anche perché il gruppo bolognese fondato nel 2006 fa da un ingegnere nucleare, Francesco Bernardi, oggi guidato operativamente dai tre figli, si contende il campo con altro 350 competitor medio-piccoli che valgono tutti assieme il 20% del mercato, mentre una manciata di big come Enel, Eni, Edison, Sorgenia si spartisce il restante 80%.

«Noi giochiamo da sempre con regole nuove e pensiamo di poter centrare entro il 2021 l’obiettivo dei 500mila clienti, il doppio del parco attuale, e del miliardo di fatturato (815 milioni i ricavi oggi, ndr). Stiamo valutando ora due-tre operazioni straordinarie per acquisire realtà medio-grandi del settore e fare il salto dimensionale», spiega il presidente Marco Bernardi. Il quarantenne primogenito del fondatore (alle spalle una carriera negli hedge fund newyorkesi) mira a trasformare la proposta di utenza energetica “impalpabile” in un’esperienza concreta vicina a gusti e abitudini del cliente, per catturare almeno 250mila utenti del grande flusso migratorio che nel giro di due anni passerà al libero mercato (finora ha abbandonato la maggior tutela solo un terzo delle famiglie italiane per la luce e una su otto nel gas).

Non solo con le bollette abbinate a tecnologie brandizzate Illumia per il risparmio energetico – come i led e le pile – distribuite attraverso i totem di oltre 600 negozi di elettrotecnica e di ferramenta lungo lo Stivale (l’obiettivo è salire a mille punti vendita nel giro di un anno) o alle bici elettriche pagate a rate con fornitura domestica di luce inclusa. Ma anche attraverso il lancio della piattaforma virtuale Wekiwi, il primo operatore 100% digitale in Italia nel settore, con un’offerta su elettricità e gas dedicata a chi non ha bisogno di contatto diretto o telefonico e attraverso l’online spunta tariffe al top per convenienza e sostenibilità delle fonti.

E a rendere tangibile l’innovazione è la stessa sede bolognese del gruppo controllato dalla holding familiare Tremagi, un cubo ipermoderno di 4 piani e 4mila mq, di fronte alla stazione ferroviaria Alta velocità, un investimento di 17 milioni di euro inaugurato pochi mesi fa dove oggi lavorano 170 dipendenti (età media 32 anni), con una academy, un auditorium, uno shop dimostrativo e una trading room al primo piano all’avanguardia per capacità di anticipazione dei prezzi energetici grazie allo studio 24 ore su 24 delle condizioni meteo che determinano l’andamento delle rinnovabili in giro per il mondo.

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