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Fipronil, sequestri anche a Salerno. In Emilia Romagna blocco di…

controlli a tappeto

Fipronil, sequestri anche a Salerno. In Emilia Romagna blocco di allevamenti

(Ap)
(Ap)

Blocco della commercializzazione a scopo cautelativo per alcuni allevamenti avicoli dell’Emilia-Romagna dai quali provengono – oltre che da due allevamenti in altre regioni – le uova sgusciate liquide, vendute in Calabria, su cui sono state rinvenute tracce di Fipronil, anche se in percentuali che gli esperti giudicano molto al di sotto della soglia di tossicità.
La decisione, in attesa dell’esito degli esami di laboratorio, è stata presa dalla Regione Emilia-Romagna dopo una segnalazione, nell’ambito del Piano nazionale di controllo predisposto dal ministero della Salute.
Questa mattina gli assessori regionali alle Politiche per la salute Sergio Venturi e all’agricoltura Simona Caselli hanno annunciato il provvedimento in occasione di un incontro con Assoavi e Unaitalia, due delle principali associazioni di
produttori del settore. Anche perchè stamane sono state sequestrate altre uova contaminate da Fipronil ad Atena Lucana, in provincia di Salerno.

Controlli a tappeto
Intanto, Assoavi ha annunciato controlli a tappeto su tutti i singoli capannoni di galline ovaiole allo scopo di certificare, attraverso laboratori accreditati,
l’assenza di contaminazioni dall’insetticida Fipronil. Un provvedimento che piace anche a Coldiretti. «Mentre l’Emilia Romagna fa partire controlli obbligatori in tutti gli allevamenti, noi, a tutela dei consumatori e di una filiera che è sana, di qualità e controllata – chiarisce Stefano Gagliardi, direttore generale di Assoavi – abbiamo deciso di farli su tutti i capannoni utilizzati dai nostri allevatori».

Le denunce in arrivo
Dopo i Nas, la magistratura. Mentre prosegue lo stillicidio dei sequestri – stamane nuovo sequestro di uova contaminate a Salerno – i carabinieri dei Nas hanno dichiarato che presenteranno 7 denunce alla magistratura. Lo ha spiegato il comandate dei Nuclei Antisofisticazioni e Sanità Adelmo Lusi, precisando che si tratta dei responsabili delle attività in cui sinora Nas, Asl e Regioni hanno trovato uova contaminate. I reati ipotizzati sono Adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari e detenzione di alimenti tossici per l’uomo.
I sette casi riguardano i sequestri compiuti a Viterbo e Ancona, i due in Campania, un altro nelle Marche e un altro nel Lazio in allevamenti, o capannoni per l’imballaggio o laboratorio di lavorazione di pasta e quello delle omelette surgelate a Milano.

Tutti i casi in Italia
Tutto era infatto iniziato con i due campioni di uova (su 114) risultati positivi nei giorni scorsi nelle Marche – dove è stato deciso l’immediato blocco della commercializzazione delle uova di un allevamento di Ostra Vetere (Ancona) risultato positivo – e in Lazio. In realtà si tratta di una contaminazione minima, sia in termini di pezzi che di quantità di insetticida rinvenuto. Il controllo è scattato in seguito alla segnalazione, effettuata da un’azienda emiliana, per aver acquistato dall’Olanda (uno dei Paesi più colpiti, assieme al Belgio) bianco e rosso d’uovo pastorizzati.

Il terzo episodio è stato invece il sequestro, a Milano, di una partita di omelette surgelate commercializzate dalla ditta International Trade Group, prodotte con uova contaminate e che sono risultate essere il primo caso di potenziale distribuzione diretta al consumatore riscontrata in Italia. L’assessore lombardo alla Sanità Giulio Gallera aveva anche lanciato l’allarme: «La sostanza può essere tossica per l’uomo, consigliamo a chi avesse acquistato il prodotto di riconsegnarlo al punto vendita o all’Ats della Città Metropolitana». Una distribuzione effettuata dall’azienda tedesca Kagerr che riguardava 127 confezioni con scadenza al 16 febbraio 2018. Di queste, 117 risultavano già essere state vendute ai consumatori.

Infine, martedì, due nuovi focolai scoperti in Campania dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, che, in seguito a controlli per verificare eventuali contaminazioni da Fipronil, ha rilevato 2 campioni (sugli oltre 30 esaminati) “non conformi” in 2 centri di imballaggio – rispettivamente a Benevento e a Sant’Anastasia – annessi ad allevamenti.
Ieri, il dato più eclatante. Ooltre 90mila uova bloccate, tra Viterbo e Ancona, sino all’ultimo episodio, questa mattina, ad Atena Lucana, in provincia di Salerno.
I medici veterinari dell’Asl di Salerno hanno trovato le uova, già imballate, all’interno di un deposito all'ingrosso. È risultato che le uova erano state, dapprima, campionate in provincia di Napoli.


Le ipotesi e i controlli
I carabinieri dei Nas stanno indagando su due ipotesi sull’uso del fipronil rintracciato nelle uova in Italia. Una riguarda l’attività di disinfestazione del terreno in assenza di animali, mentre l’altra riguarda la presenza illegale del fipronil nei mangimi. I Nas, è stato spiegato, hanno partecipato a tutto il sistema
integrato di controllo nazionale sia per rintracciare i flussi commerciali di prodotti esteri a base di uova indicati come contaminati (sequestrando ovoprodotti liquidi o in polvere nonché preparati per omelette e dolci destinati principalmente alla ristorazione etnica) sia nelle fasi di campionamento di prodotti nazionali disposto dal ministero della Salute. In questo ambito i Nas anche insieme alle Asl hanno compiuto 253 ispezioni in allevamenti, centri di distribuzione e lavorazione delle uova, industrie e laboratori di produzione di dolci, salse e paste all’uovo sequestrando cautelativamente oltre 91mila chili di uova e ovoprodotti. Si è in attesa dei risultati delle analisi di 107 campioni inviati ai laboratori degli Istituti zooprofilattici di Teramo e di Roma.
Su disposizione della direzione generale della Sanità animale e dei farmaci veterinari del ministero della Salute, sono in corso ulteriori ispezioni per verifica presso allevamenti la possibile detenzione illecita di farmaci o sostanze non
autorizzate indebitamente utilizzate. Inoltre insieme alle Asl regionali si stanno campionando «matrici ambientali» cioè uova in guscio, pelle e grasso, mangimi e acque di abbeveraggio.

I rischi «combinati»
Quello delle uova al Fipronil è «un rischio basso, per il quale non serve fare drammi – ha commentato il farmacologo Silvio Garattini, fondatore e e direttore storico dell’Istituto di ricerche Mario Negri – ma sarebbe importante avere altri dati, per capire come la somma di sostanze differenti, e inquinanti, possano essere dannosi eventualmente per la salute. Quello che non sappiamo (quando consumiamo uova con il Fipronil, o estrogeni o altri insetticidi in altri cibi ) è cosa può accadere dalla somma di sostanze diverse».

Il caso in Europa
Il caso esplode a fine luglio. Perchè il 20 luglio, da numerosi allevamenti olandesi di galline ovaiole, sono stati spediti milioni di uova contaminate da “fipronil”, principio attivo di un insetticida usato contro i parassiti delle galline, creando forti tensioni anche tra i Paesi europei, con reciproci scambi di accuse tra Belgio ed Olanda.
Tanto che Bruxelles starebbe valutando se fare partire una procedura di infrazione proprio nei confronti del Belgio, per non aver comunicato con tempestività la gravità della situazione.
Maxi sequestri anche in Germania e Francia, dove sono stati trovati positivi all’insetticida anche un lotto di patate e quattro tipi di pasta fabbricati con uova provenienti dal Belgio e dall’Olanda. I prodotti sono stati ritirati dal mercato, anche se il ministero ha assicurato che non presenterebbero «rischi per la salute».

Intanto, la Commissione ha convocato per il 26 settembre una riunione di alto livello con i ministri e le autorità interessate dalla vicenda delle uova contaminate, per capire come affrontare, in futuro, con maggiore tempestività e trasparenza, situazioni che possano mettere a rischio la sicurezza dei consumatori.
Infine, ieri, gli allevatori olandesi hanno fatto sapere che, a una prima stima, le perdite, per il settore nazionale, hanno già superato i 50 milioni di euro.

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