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Il design italiano scommette sul Messico

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Il design italiano scommette sul Messico

Dopo un 2016 non proprio brillante, tornano a correre le esportazioni di mobili italiani in Messico, uno dei mercati potenzialmente più interessanti per i prossimi anni per l’industria italiana del design. A patto di affrontarlo, mette in guardia il presidente di Assarredo Claudio Feltrin, con una logica di medio-lungo termine. Il che significa mettere in conto sia importanti investimenti, sia l’altalena delle vendite sul mercato, come insegna il calo del 16% registrato l’anno scorso, il primo con il segno meno dopo sei anni di crescita ininterrotta, che ha visto le esportazioni di arredo made in Italy aumentare tra il 2010 e il 2016 del 107,2%, raggiungendo gli 83 milioni di euro, pari al 5,1% della quota di mercato che, per le cucine, supera il 50%.

LO STORICO
Esportazioni di mobili italiani in Messico dal 2010 al 2016, dati in euro (Fonte: Statistiche ufficiali Messico)

I dati elaborati dal Centro studi di FederlegnoArredo fotografano un Paese dalle grandi potenzialità per il settore: oggi importa mobili da tutto il mondo per un valore di circa 1,6 miliardi di euro (l’Italia è il terzo fornitore mondiale e il primo per le cucine), ma entro il 2021 tale valore crescerà di oltre il 38%, sfiorando i 2,2 miliardi e anche le esportazioni italiane aumenteranno con la stessa rapidità, raggiungendo i 115 milioni. Il 2017 è partito con il piede giusto, in linea del resto con un ritrovato slancio che riguarda l’export del sistema arredamento (e legno-arredo) in generale. Nei primi due mesi dell’anno, secondo i dati Fla, le vendite di mobili italiani in Messico sono aumentate del 6,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, mentre quelle del sistema legno-arredo in generale sono cresciute dell’11,4%.

A favore delle imprese del comparto intervengono diversi fattori: non soltanto la dinamicità dell’economia messicana (che anche nel 2016 è aumentata del 2,1% e dovrebbe mantenersi su questi ritmi per i prossimi cinque anni) e la relativa stabilità politica, che avvantaggia in generale le imprese esportatrici. Il mondo del mobile e del legno è avvantaggiato anche dalle misure di sostegno alle costruzioni e all’edilizia deliberate dal Governo federale messicano per il periodo 2014-2018. Tra questi, progetti immobiliari in ambito residenziale, turistico e ospedaliero, oltre alla realizzazione del nuovo aeroporto internazionale di Città del Messico i cui appalti dovrebbero finalizzarsi proprio entro quest’anno.

Ma non è soltanto questione di investimenti e crescita del Pil. Come spiegano molti imprenditori presenti da tempo in Messico, a rendere attrattivo il Paese centro-americano è la combinazione tra dinamismo tipico di un’economia emergente, da un lato, e caratteristiche culturali e commerciali affini a quelle delle economie mature dall’altro, uniti alla presenza di barriere doganali sostenibili. La distribuzione, spiegano gli esperti di FederlegnoArredo, si poggia su un sistema tradizionale di dealer locali, che intercettano grandi progetti o clienti finali per conto dei produttori italiani. In genere, le aziende si affidano a un interlocutore unico, incaricato di seguire tutti gli aspetti della commercializzazione.

LE PREVISIONI
Importazioni di mobili da parte del Messico, da tutti i Paesi e dall'Italia, valori in milioni di euro (* Previsioni)

Trovare il giusto partner è dunque il passo più difficile – e decisivo. A questo scopo è stata rivolta la recente missione B2B organizzata da FederlegnoArredo a Città del Messico, a cui seguiranno nei prossimi mesi ulteriori attività ed eventi di promozione, vista l’importanza attribuita a questo mercato. «Come altri Paesi emergenti il Messico ha un’economia dinamica e un elevato numero di consumatori con alta disponibilità di spesa – spiega Claudio Feltrin –. Ma inoltre, grazie anche alla vicinanza con gli Stati Uniti, i gusti della classe medio-alta sono affini allo stile del nostro design e dunque non riscontriamo quelle barriere culturali, prima ancora che commerciali, che talora frenano invece l’internazinalizzazione su altri mercati in via di sviluppo».

Un mix di economia e cultura, dunque, che rende il Messico particolarmente interessante per le imprese italiane, ancora presenti in modo sporadico, per lo più nella capitale o in mete turistiche come Cancún, Guadalajara, Monterrey. La distribuzione fa leva principalmente sul contract legato a grandi progetti immobiliari (in particolare hotel e complessi residenziali di lusso) e sulla vendita retail attraverso multimarca specializzati, anche se i brand più noti stanno da qualche anno investendo nell’apertura di monomarca nelle zone più esclusive della capitale, in genere gestiti dal partner locale oppure dallo stesso distributore che si occupa degli showroom negli Stati Uniti.

Tuttavia, la strada è ancora lunga: il Messico è solo il 31° Paese di destinazione di mobili italiani. «Occorre pianificare una strategia di medio-lungo termine per poter apprezzare i risultati degli investimenti», sottolinea Feltrin. Una buona occasione per le aziende italiane arriverà già l’anno prossimo, anno in cui Città del Messico sarà “World Design Capital” e dunque ospiterà numerosi eventi che daranno visibilità e slancio al settore, richiamando inoltre l’attenzione e la presenza in città di numerosi operatori internazionali dell’arredo-design

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