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M&A, Nord-Est obiettivo dei capitali esteri

studio kpmg

M&A, Nord-Est obiettivo dei capitali esteri

Le imprese del Triveneto sono un target, sia per investitori esteri sia per compratori provenienti da altre regioni italiane. I dati di Kpmg sulle fusioni e acquisizioni a Nord-Est a partire dal 2011, aggiornati al primo semestre 2017, mostrano che, negli ultimi sei anni e mezzo, sono state concluse 548 transazioni con un controvalore di 27 miliardi di euro. Di queste, 366 transazioni (per un valore di 17,5 miliardi di euro) coinvolgono società con sede legale in Triveneto come target (incluse 67 tutte intra Nord-Est).

In totale si è registrato il passaggio di proprietà di circa 299 aziende (per circa 15,7 miliardi di euro) tramite investimenti di società estere e aziende con sede legale in altre regioni italiane. Sono 182 le operazioni concluse da aziende trivenete all’estero o in altre regioni italiane, e come detto 67 investimenti nel Triveneto da parte di società della stessa area.

TARGET TRIVENETO
M&A in Triveneto tra il 2011 e il primo semestre 2017. Dati in percentuale

Le operazioni più importanti del periodo considerato sono state quelle del settore finanziario, in particolare la fusione tra Banco e BPM, mentre a livello industriale nel periodo spicca il passaggio di Del Clima a Mitsubishi per 677 milioni tra il 2015 e il 2016.

Nel primo semestre dell’anno si sono registrati volumi e valori piuttosto bassi: 67 operazioni per 2,1 miliardi di euro di controvalore, ma la stima è che l’attività possa consolidarsi nella seconda parte dell’anno anche per effetto di deal già annunciati.

E già nelle ultime settimane l’attività pare aumentata. Ultimo in ordine di tempo il passaggio di Permasteelisa, azienda di progettazione e costruzione fondata a Vittorio Veneto, da una proprietà giapponese a quella cinese di Grandland Group. Un accordo che presenta un tratto comune rispetto ad altre operazioni: la conferma dell’amministratore delegato in carica, così come il resto dei membri del top management.

Se qualche anno fa, in pieno credit crunch, il timore era che passassero di mano gioielli del made in Italy a prezzi di saldo impoverendo il territorio, ora emerge l’esigenza degli imprenditori di far crescere l’azienda e di garantirle continuità accompagnando situazioni di passaggio generazionale. Il tutto salvaguardano l’occupazione, l’identità aziendale e anche la sua autonomia, come nel caso Permasteelisa, che «sarà gestita come entità separata e la cui indipendenza sarà garantita dal nuovo socio. La società manterrà la sua sede centrale storica a Vittorio Veneto, Italia», si legge nel comunicato diffuso a conclusione dell’accordo.

Tra gli ultimi esempi, la cessione a una multinazionale svedese di Ht di Susegana (resistenze elettriche), dove ha pesato il mancato ricambio generazionale interno, ma anche di altre realtà nelle quali non c’erano problemi finanziari, nel segno anche di una visione sempre meno individualistica dell’impresa. A passare di mano sono aziende dei diversi settori, dal vino (Mionetto e Ruggeri diventate tedesche, Contarini russa) alla metalmeccanica, dallo sport alla moda.

L’altra faccia della medaglia sono le acquisizioni messe a punto dalle aziende del Triveneto, in Italia o all’estero: 249 operazioni nell’arco di tempo considerato, di cui 87 (per 4,4 miliardi) indirizzate oltreconfine, e 95 (per 5,2 milioni) dal Nordest alle altre regioni italiane. Tutte interne alle tre regioni altri 67 accordi (per 1,7 miliardi).

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