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Vado, lavoro, torno in Italia. Dove trovare contratti a tempo in…

OCCUPAZIONE

Vado, lavoro, torno in Italia. Dove trovare contratti a tempo in Europa

Manutentori in Belgio, addetti al packaging in Germania, cuochi a Londra. Con stipendi che viaggiano fino ai 2mila euro, anche senza esperienze particolari in curriculum. Sono alcune delle opportunità che si profilano quando si esce dall'Italia e si va a caccia di temporary jobs (gli impieghi a tempo determinato) nel resto d'Europa. Per farsi un'idea dell'offerta basta dare un occhio agli annunci pubblicati su un portale come Eures, il sito Ue che raccoglie le opportunità di impiego nel Vecchio Continente.
Il totale di rapporti a tempo disponibili supera le 260mila unità, con picchi in alcune delle mete preferite dagli under 30 in cerca di esperienze fuori dalla Penisola: Francia e Germania (quasi 70mila opportunità a testa), Paesi Bassi (15.600), Belgio (10.200), Regno Unito (6.800). Le ultime ricerche pubblicate

vanno dagli assistenti per i servizi di catering ai receptionist, passando per la conduzione di mezzi di trasporto. In generale, l’identikit è quello di profili che non richiedono elevati tassi di specializzazione ma consentono assunzioni in tempi rapidi e un discreto livello remunerativo. I settori spaziano dagli ambiti a maggior stagionalità, come ristorazione ed hotellerie, a figure tecniche (assemblaggio o manutenzione) o in segmenti come le vendite.

Contratti brevi, stipendi alti
Oltre al valore formativo, ad esempio nell'apprendimento delle lingue, le esperienze “andata-ritorno” all'estero possono essere vantaggiose in chiave retributiva. Molti dei contratti stagionali e temporanei propongono range di stipendio interessanti,in linea o superiori a quelli fissati in Italia. Stando agli annunci pubblicati da Eures, un assistente alle vendite assunto in Francia senza esperienze pregresse può incassare dai 1.500 ai 1.800 euro. Un cameriere in Germania, secondo le stime del portale Salary Explorer, guadagna dai 1.200 ai 1.500 euro mensili.
Naturalmente, le cifra vanno rapportate alla meta scelta per l'esperienza e ai costi che si dovranno sostenere dopo gli orari di lavoro. Come spiega Claudio Soldà, Csr&Public Affairs director del gruppo Adecco in Italia, «sicuramente i salari sono più alti rispetto all'Italia, ma quando scelgo di fare un'esperienza temporanea devo valutarla con gli stessi criteri che utilizzerei per un lavoro “vero” – dice - A cominciare dalla sostenibilità: vale davvero la pena andare all'estero?». Il rischio è di iniziare e concludere l’esperienza senza ritorni

effettivi dal punto di vista economico. «Va bene l’esperienza in sé, ma se l’obiettivo è guadagnare e accantonare delle cifre, diventa controproducente» spiega Soldà.

Quando l'investimento ha senso (e quando no)
Il primo filtro deve essere di natura fiscale: negli annunci si tende a citare la retribuzione lorda, dato che può trarre in inganno chi non conosce le aliquote del paese di destinazione. «Per quanto affidabile sia un'offerta, c'è sempre il rischio di annunci “gonfiati” – spiega Soldà – Se nel Regno Unito propongono una retribuzione di 2mila sterline mensili bisogna andare a capire a quanto ammonterà il net salary (salario netto, ndr)». Tasse a parte, la sostenibilità dell'investimento è dettata anche da fattori immediati come costo d'affitto o spese di routine, dai trasporti alla vita quotidiana. Un esempio del caso è Londra, storica meta di lavoratori a tempo italiani. Secondo il portale Glassdoor, un addetto nella ristorazione della capitale britannica guadagna in media intorno alle 16.600 sterline. Se si considera che l'affitto mensile di una stanza singola arriva anche (e oltre) le 900 sterline mensile, c'è il rischio di “prosciugare” buona parte delle entrate con le sole spese di alloggio.

Come difendersi dai siti-civetta

L’altra incognita è sull’attendibilità delle offerte, rintracciate quasi sempre online. La verifica non riguarda sempre la sostanza di un annuncio, quanto la sua attualità: gli annunci ripresi dalle varie piattaforme digitali, incluse quelle di colossi come Monster.com o la stessa Adecco, possono essere visibili in Rete “scadute” da anni nei fatti. Senza contare le truffe che si nascondono dietro alle offerte più generiche, confezionate a volte per attirare clic (e magari dati personali). «Per quanto sicuro possa essere un portale, è meglio indagare al dettaglio la provenienza di qualsiasi annuncio - spiega Soldà - Capita anche di imbattersi in annunci promettenti, cliccare e chiamare i datori di lavoro. Per poi scoprire che il lavoro era disponibile, ma nel 2008».

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