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La Calabria punta sulla valorizzazione della Magna Grecia

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La Calabria punta sulla valorizzazione della Magna Grecia

Mai più crolli e disastri lungo la costa dell’antica Kaulon, l’area archeologica della città magno-greca fondata dagli Achei, cinta dalla spiaggia di Monasterace: un parco di 7 ettari, a ridosso della SS 106, che di scavo in scavo regala scoperte. Come il maestoso mosaico (IV secolo a. c.) rinvenuto tre anni fa nel sito di Casamatta (insediamento abitativo e termale), il più grande del meridione: draghi, delfini e motivi floreali.
Le dune costiere, però, sono a rischio di cedimenti e le mareggiate una minaccia costante. Mancano ancora barriere e difese.

Il governatore della Calabria Mario Oliverio, durante un tour nella Locride, ha annunciato che «con lo stanziamento di 2 milioni di euro per la messa in sicurezza dell’area si darà protezione definitiva a questo sito archeologico che rappresenta un patrimonio storico culturale di inestimabile valore nel percorso della Magna Grecia». Verrà innalzata un’imponente scogliera di 500 metri.
Gran parte del versante ionico della provincia di Reggio Calabria sarà interessato da interventi di bonifica e di risanamento, a cominciare dalle fiumare: è l’area più fragile della regione sotto il profilo idrogeologico. «Il patto con il Governo è operativo e nei prossimi giorni partiranno progetti importanti per risolvere le forti criticità della zona», ha aggiunto Oliverio, nel corso di un incontro con il sindaco di Bovalino Vincenzo Maesano, il primo cittadino di Bianco Aldo Canturi, il procuratore di Locri Ezio Arcadi, il presidente dell’assemblea dei sindaci della Locride Rosario Rocca. Approvata una delibera di giunta che destina ai comuni 53 milioni di euro per gli interventi richiesti.

E per costruire un sistema efficiente per la depurazione e la salvaguardia del mare si stanno già spendendo 160 milioni di euro, per lavori nella Locride come nel resto della regione. Secondo il governatore, «questo è un ambito in cui la Calabria si gioca una carta decisiva per la sua crescita e per la sua prospettiva. Abbiamo invertito il trend, in collaborazione con i sindaci e con alcune Procure della Repubblica. Stiamo realizzando pezzo per pezzo un sistema di depurazione efficiente, ma poi dovrà essere gestito e curato».

Saranno spesi preliminarmente 120mila di euro per la diga del Lordo, nel territorio di Siderno, area a forte vocazione agricola. Un’opera che è l’ennesima incompiuta: vuota e inutilizzata dal 2013, a causa di una lesione alla canna del pozzo che necessita di interventi strutturali. Con 50mila euro si provvederà all’ammodernamento della strumentazione di controllo e con 70mila allo studio geologico e geotecnico, in cui sono coinvolte le università calabresi, per valutare gli interventi. Per le opere sono già impegnati 3,2 milioni di euro, rimodulabili in caso di necessità. E la ricognizione continua, come già sulla diga del Menta (fondamentale per l’area metropolitana di Reggio Calabria) e del Metrano (23 milioni di euro), anche sul fiume Melito e sull’Esaro, dove il primo cantiere venne aperto nel ’79. «Stiamo programmando interventi di completamento degli invasi e strategie per un uso razionale dell’acqua – ha concluso Oliverio – prevedendo di efficientare e ammodernare le reti idriche che in Calabria causano una dispersione del 50 per cento».

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