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Dossier Calabria verso 9 milioni di presenze, oltre il record registrato nel 2007

    Dossier | N. 13 articoliIl turismo ai raggi x

    Calabria verso 9 milioni di presenze, oltre il record registrato nel 2007

    (Marka)
    (Marka)

    A conti fatti è stato un boom: i turisti hanno premiato la Calabria. Record di presenze, soprattutto straniere, alberghi e villaggi sold out. Piene le case vacanza, gli alberghi diffusi nei borghi, gli agriturismi e i nuovi cohousing dove fare esperienze in autentico stile local.

    Sette le bandiere blu della Foundation for Environmental Education sul mare di Soverato, Roseto Capo Spulico, Praia a Mare, Trebisacce, Cirò Marina, Melissa e Roccella. Ma depuratori e scarichi abusivi hanno guastato la festa in molte località balneari, nonostante i programmi di riefficientamento e rifunzionalizzazione degli impianti.

    Dagli esami condotti nel mese di luglio da Goletta Verde di Legambiente, su 24 punti in prossimità delle coste (alle foci di fiumi e torrenti), 9 sono risultati fortemente inquinati (lo scorso anno, però, erano il doppio). In provincia di Reggio Calabria 3 su 6. Prelievo oltre i limiti consentiti a Ricadi (Vibo Valentia), alla foce del torrente Ruffa. Inquinato un punto allo sbocco del torrente Britto a Marina di Nicotera (Vibo Valentia). E non è andata meglio sul Tirreno.

    I campionamenti eseguiti dall’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente modificano di giorno in giorno la situazione. Le attività calendarizzate secondo le indicazioni del ministero della Salute non sono ancora terminate, ma, nonostante segnalazioni, lamentele e anche qualche denuncia, il trend, rispetto allo scorso anno (692 km di spiaggia balneabile e meno di 20 vietati) risulterebbe positivo. «Perché - spiega con dati alla mano il responsabile della comunicazione di Arpacal Fabio Scavo – non sempre un mare non pulito è un mare inquinato. Se cambia colore in molti casi è per le fioriture algali, se compaiono strisce parallele alla costa sono responsabili le mucillagini. Quando non funzionano i depuratori o ci sono scarichi abusivi, in genere, il mare si chiazza».

    Protagonista della fiera del turismo di Shanghai, segnalata nella top list della prestigiosa Rough Guides, citata da Mastercard (“perla nascosta d’Europa”), dal Telegraph, dal Guardian e dal New York Times (meta imperdibile per il 2017, soprattutto per meriti enogastronomici), la Calabria scopre di essere diventata una destinazione cult per europei, cinesi e americani. Restando comunque un punto di riferimento anche per il turismo di prossimità. Gli stranieri, al 31 luglio, sono aumentati del 4,6% rispetto allo scorso anno. Il mercato italiano registra invece un incremento del 3,4%. Che tradotti complessivamente in presenze sono per il momento 140mila in più. Per il dipartimento regionale del Turismo è già record: «Il picco massimo degli ultimi 20 anni è stato raggiunto nel 2007 e si trattava di 8,8 milioni di presenze», dichiara il dirigente regionale Rodolfo Bova. Quest’anno si prevede di raggiungere i 9 milioni. Il tasso di occupazione delle strutture ricettive è dell’80% fino al 10 settembre.

    «La Calabria ha il parco alberghiero più nuovo d’Italia e le camere più ampie rispetto alla media nazionale», sottolinea Vittorio Caminiti presidente di Federalberghi Calabria. La regione è quarta per numero di aziende, 767 hotel (+ 18,5% negli ultimi 5 anni), 40.402 le camere, 85.862 i posti letto (+50,7%, seconda dopo la Basilicata). Più capienti le strutture ricettive a 5 stelle (+15,1% di nuove stanze) e in aumento quelle a 4 stelle (+14%) che insieme rappresentano il 43,8% degli alberghi, un dato superiore alla media nazionale (36,7%).

    Il recente rapporto sul turismo elaborato da Unicredit e Touring Club evidenzia che il 54,4% dei posti letto è offerto dagli alberghi, il 34,9% da campeggi e villaggi turistici, il 3,5% da agriturismi, altrettanto da bed & breakfast e il 2,2% da alloggi in affitto.

    I turisti cinesi sono attesi per la prossima primavera. Sarà una prova impegnativa per gli operatori locali: la Calabria - unica regione d’Italia - ha ottenuto la certificazione Welcome Chinese, riconoscimento strategico per il 2018, anno del turismo Europa-Cina. Il marchio indica uno standard esclusivo, disposto dalla China Tourism Academy. Ispettori e tour operator hanno visitato la regione, valutando sicurezza, alberghi, prima colazione, circuiti delle carte di credito, QRcode, segnaletiche e traduzioni. «Si stima che i turisti cinesi trascorreranno in Calabria almeno 3 giorni del loro tour europeo - spiega Angela Vatrano del dipartimento regionale del Turismo - viaggiano prevalentemente in primavera e in autunno, spendono molto, ma sono anche molto esigenti».

    Il flusso dei vacanzieri non si è arrestato nemmeno di fronte alle condizioni più scoraggianti: di tre aeroporti regionali, funziona a pieno regime solo Lamezia Terme, nonostante su più fronti il governatore Mario Oliverio spinga “sull’accessibilità per intercettare la domanda turistica e determinare la crescita della regione”. Dai dati di Assaeroporti risulta che i viaggiatori internazionali, che volano solo su Lamezia, sono aumentati del 60% rispetto a un anno fa, una percentuale 6 volte superiore alla media nazionale (9,6%). Attesi da Toronto fino alla fine di settembre, con il volo diretto dell’Air Transat, almeno 8mila turisti canadesi. L’attività charteristica registra un incremento del 3,4 per cento.

    Dimostrano interesse per la costa, i borghi, la natura e l’enogastronomia anche gli americani: la nota imprenditrice del food Lidia Bastianich è ambasciatrice della Calabria per il mercato statunitense e sudamericano. Nel mese di giugno ha visitato la regione, gustando i piatti di chef stellati ed emergenti, che con la loro nuova visione del territorio e con materie prime eccellenti (7mila le aziende bio della regione) stanno contribuendo a decretarne il successo. In prima linea Caterina Ceraudo, migliore Donna Chef 2017 per la Guida Michelin, Luca e Antonio Abbruzzino, Nino Rossi, Antonio Biafora, Riccardo Sculli. E in erba ce ne sono altri.

    Non è, dunque, solo il mare l’unico attrattore turistico. L’80% dei comuni in Calabria ha meno di 5mila abitanti: molti sono borghi e conservano una grande tradizione storica e culturale. Rappresentano il fulcro del nuovo turismo esperienziale, insieme alla natura: 3 parchi nazionali (Pollino, Sila e Aspromonte), uno regionale (Serre Calabresi), 6 zone di protezione speciale, 3 riserve regionali, costituiscono quasi il 40% del territorio calabrese, ricco di bodiversità. Per questo suo enorme potenziale, spesso messo a rischio dalla mano dell’uomo (negli ultimi mesi estivi gli incendi hanno provocato un vero disastro ambientale), la Calabria è diventata meta di chi pratica escursionismo, rafting, canoa, rampicate. Di chi ama i parchi avventura. È il polmone verde del Mediterraneo per tedeschi, inglesi e francesi. Che fra gli europei sono anche i golfisti più appassionati: attendono gli sviluppi dell’approvazione della legge che vorrebbe trasformare la Calabria in una Golf destination con cinque impianti da 700 mila metri quadrati.

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