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La black list del sindacato: «A Ginevra boicottate…

LETTERA AI DELEGATI DEL CONGRESSO IUF

La black list del sindacato: «A Ginevra boicottate McDonald’s, Starbucks e 4 ristoranti italiani»

Una scena del film «Pane e cioccolata»
Una scena del film «Pane e cioccolata»

Quando uno sente parlare di Svizzera, ristoranti e condizioni di lavoro dei relativi dipendenti, il primo pensiero va probabilmente a Nino Manfredi, cameriere ciociaro in trasferta tra i cantoni nel film anni Settanta Pane e cioccolata. Il caso vuole che questi stessi tre temi siano finiti all’attenzione degli oltre 700 delegati che, dal 29 agosto all’1 settembre, sono arrivati da tutto il mondo a Ginevra per prendere parte al 27esimo congresso dello Iuf, l’International Union of Food Workers, ossia il sindacato internazionale dei lavoratori del settore agroalimentare, cui aderiscono le sigle italiane Fai e Fisascat Cisl, Flai e Filcams Cgil, Uila e Uiltucs Uil.

L’evento, conclusosi con l’elezione a segretario generale della britannica Sue Longley, si è infatti aperto con la consegna ai partecipanti di una curiosa lettera, avente come oggetto Restaurants black list. «Cari delegati e ospiti, - vi si leggeva - la nostra affiliata svizzera Unia ha un conflitto sui diritti sindacali con i seguenti ristoranti di Ginevra. Vi chiediamo di non fare loro visita durante la vostra permanenza». E via con una lista di undici esercizi entrati in contrasto con il sindacato elvetico in tema di diritti dei lavoratori. Accanto alle filiali delle multinazionali McDonald’s e Starbucks, a quelle del fast food asiatico Mike Wong, alla Brasserie des Halles de l’Ile sul Rodano e al bar grill di stile newyorchese Chez Philippe, nell’elenco risultano quattro ristoranti italiani: le due sedi della pizzeria da Luigia, la pizzeria la Pignata e la trattoria i Trulli. Dimenticate le vecchie vertenze: il sindacato senza frontiere viaggia insomma verso una frontiera di lotta che ha qualcosa di nuovo. Anzi d’antico: il caro, vecchio, inossidabile boicottaggio.

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