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Il week-end spacca il lavoro nel Nord-Est

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Il week-end spacca il lavoro nel Nord-Est

(Ansa)
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Nella stessa provincia, a pochi chilometri di distanza, la fabbrica che sciopera contro il richiamo al lavoro di sabato e le aziende in cui si è trovato l’accordo per assicurare l’aumento di produzione, anche la domenica. Nel Trevigiano si concentrano i segnali della ripresa e le tensioni sul fronte lavoro che caratterizzano l’intero Nordest: qui, dove proprio le imprese avevano voluto scommettere sulla possibilità di diventare «una provincia per giovani», mettendo sul piatto lo scorso maggio 200 proposte di tirocinio professionalizzante per ragazzi e ragazze, più per altri cento la possibilità di una certificazione linguistica per inglese e tedesco.

Tutte attività gratuite e con borsa di studio, che hanno raccolto meno della metà delle adesioni, mentre ci sono aziende che segnalano di non trovare personale, neanche dopo i ripetuti appelli tramite stampa e tv : «Al tempo stesso - sottolinea Maria Cristina Piovesana, presidente della territoriale che rappresenta 2.200 aziende - molti giovani continuano a sognare di diventare cuochi e magari di partecipare ai molti programmi televisivi nei quali vengono trattati e talvolta umiliati in maniera inimmaginabile in qualsiasi azienda industriale. O, in alternativa, guardano solo all’emigrazione, quando molte nostre imprese potrebbero essere invece la migliore opportunità».

L’ultima congiuntura delle province di Treviso e Padova, coinvolte in un percorso di progressiva integrazione, mostra nel secondo trimestre 2017 una produzione delle imprese manifatturiere in crescita dell’1,7% sul 2016, con un portafoglio ordini che è aumentato del 4,5 per cento. E anche a Padova sono in corso trattative in aziende di settori di diversi, dal metalmeccanico all’alimentare, per portare la produzione su sei giorni a fronti di picchi di produzione.

Alla Electrolux di Susegana, sabato 2 settembre hanno lavorato due linee in regime di straordinario, con una presenza di oltre 150 operai, segnala il sindacato, che chiede nuovi assunzioni. Per la Fiom lo scontro ruota su più fronti: non solo i contestati sabati, ma anche ritmi e condizioni di lavoro esasperate e un aumentato rischio di infortuni. L’azienda parla di «speculazioni e le falsità su tematiche relative alla salute e sicurezza sul lavoro, con un rimbalzare di numeri infondati sulle malattie professionali, che hanno il solo obiettivo di colpire l'azienda ma di fatto colpiscono pesantemente tutti i lavoratori che ne fanno parte. La grave perdita di volumi nei soli mesi di luglio e agosto, tra scioperi e mancati accordi sugli straordinari, in aggiunta al rischio di perderne ancora di più nei prossimi due mesi, sta mettendo seriamente a rischio l’affidabilità e la credibilità dello stabilimento, ma ancor di più sta minacciando la sostenibilità e il futuro della fabbrica».

Tutt’altro clima alla De’ Longhi che a Treviso produce macchine da caffè e altri piccoli elettrodomestici: qui dal 22 al 25 agosto si è votato per le domeniche al lavoro: «L’età media, va detto, è inferiore a quella dei reparti Electrolux, circa 42 anni» fa notare Stefano Bragagnolo della Uilm. Un fattore non indifferente al risultato: 44 si, un solo no e tre astenuti.

«I nostri dati - spiega Tiziano Barone, direttore Veneto Lavoro - mostrano che la ripresa, anche occupazionale, è in atto già dal primo trimestre e abbiamo assorbito i cali successivi al 2008». Questo nelle aziende si traduce in ordini, ma manca ancora la disponibilità a investire su nuova forza lavoro stabile: «Un indicatore chiaro in questo senso è la crescita a due cifre dei lavoratori in somministrazione: molte imprese hanno bisogno di nuovo lavoro, e sono disponibili a pagarlo di più in termini di flessibilità a una agenzia esterna».

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