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Così il “telepass” entra in fabbrica

INDUSTRIA 4.0

Così il “telepass” entra in fabbrica

«Cresciamo del 10%, e per noi significa arrivare al nuovo massimo storico». Anche nei numeri di Multimac, azienda padovana da tre milioni di ricavi, è visibile lo scatto degli investimenti in nuove tecnologie in Italia, con il “faro” dell'iperammortamento a diffondere i propri benefici su una vasta area di indotto. Il business di Multimac, raccontato da Daniele Nonnato, sales and product manager dell'azienda, è quello della convergenza tra mondo fisico e digitale, dove la tracciatura integrale dei prodotti e della movimentazione interna dei materiali diventa l'elemento cardine. I casi sono numerosi, trasversali a più settori produttivi. La multinazionale produttrice di cerchi in lega, ad esempio, sta implementando una sorta di telepass interno, dove la tracciatura degli spostamenti avviene in automatico tramite tecnologia Rfid, eliminando anche la necessità di una scansione laser delle etichette poste sui prodotti. In altri casi, ad esempio per un costruttore di componenti per bicicletta, la necessità di una tracciatura integrale della produzione si estende anche a valle della fabbrica, con l'esigenza di indentificare in modo univoco ogni prodotto venduto per poter gestire la garanzia. Analogo il problema affrontato e risolto per un noto brand di abbigliamento, il cui risultato è stato quello di dare la possibilità di distinguere in maniera univoca i prodotti originali da quelli contraffati, anche dall'utente al momento dell'acquisto. «Si tratta di gestire “l'ultimo miglio” - spiega il manager - andando ad integrare sistemi e tecnologie diverse per garantire il risultato finale. L'Italia qui non parte da zero. E se è vero che l'iperammortamento ha sicuramente accelerato gli investimenti, va detto che l'interesse per queste applicazioni è sempre crescente nel tempo. Da anni stiamo crescendo, e in prospettiva ci saranno anche nuove assunzioni». A partire dal 2008 l'azienda ha portato il suo focus sulla tracciabilità e il controllo delle merci e dei prodotti, studiando di volta in volta soluzioni diverse per applicare le nuove tecnologie nel frattempo rese disponibili. «Quando si ha a che fare con migliaia di referenze - spiega il manager - è necessario che intervenga l'automazione. Una soluzione, ad esempio, è quella di inserire per ciascuno degli asset movimentati una sorta di “beacon”, un segnalatore a frequenza bluetooth che possa indicare in tempo reale la propria posizione in fabbrica». Ma le nuove tecnologie possono risolvere anche problemi antichi, come ad esempio quello della “conta” delle pecore. Un progetto avviato riguarda infatti un grosso allevatore di ovini, costretto durante l'anno a suddividere migliaia di capi in 40 pascoli diversi, affidati ad altrettanti pastori. Per evitare smarrimenti o lunghi conteggi e riconteggi, l'azienda ha studiato un sistema per “taggare” ciascuna pecora, con un sensore in grado di trasmettere su smartphone la propria localizzazione. «Alla fine della giornata - spiega Daniele Nonnato - basta un click per capire quanti capi sono nel recinto, ed eventualmente dove sono gli altri».

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