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Gabanelli si autosospende dalla Rai. «No» alla condirezione di…

viale mazzini

Gabanelli si autosospende dalla Rai. «No» alla condirezione di Rainews

(Olycom)
(Olycom)

Autosospensione, con aspettativa non retribuita. Milena Gabanelli risponde così all’offerta arrivata ieri dal Cda e fatta propria dal dg Mario Orfeo, con cui alla giornalista veniva offerto il posto di condirettore a RaiNews, con delega allo sviluppo del web e del data journalism. A fronte di varie considerazioni, e in particolare, riportando una nota della giornalista, «al fatto che non me la sento di mettere la faccia su un prodotto che non firmo (non essendone il direttore responsabile), ho chiesto oggi al dg di concedermi l’aspettativa non retribuita, fino a quando il cda avrà varato il nuovo piano news e deciso quegli accorpamenti che sarebbero il preludio per il varo di una nuova testata. Se a quel punto intenderà affidarmi la direzione troverà la mia disponibilità».

Dal Cda Rai però in serata è arrivata una dura nota con cui il board – dopo aver sottolineato, sicuramente non a caso, che Milena Gabanelli è da gennaio in Rai con il ruolo di vicedirettore – definisce «sorprendente e non comprensibile il rifiuto dell’offerta di condirezione di una delle più importanti testate del servizio pubblico con delega al sito web e al data journalism». E poi: «Come certamente anche Gabanelli sa - replica il cda - una nuova Direzione di testata non può essere varata se non nel contesto del nuovo piano dell'informazione che deve essere predisposto secondo le tappe e i criteri imposti dalla convenzione» Stato-Rai. Quindi l'affondo: «Non si può governare l'azienda sulla base dei desiderata dei singoli». Purtroppo, è la controreplica di Gabanelli, «il cda ha preso una decisione senza mai entrare nel merito».

Si conclude così – per il momento – una vicenda in cui la giornalista ha lamentato un trattamento inadeguato da parte della Rai. Il precedente dg Antonio Campo Dall’Orto aveva previsto per lei la direzione di una nuova testata digitale: Rai 24. Quel Piano News è però naufragato, portando alle dimissioni dello stesso Campo Dall’Orto. Qualche giorno fa, nella sua prima intervista da direttore generale, Mario Orfeo aveva delineato la possibilità per la giornalista di rilanciare e sviluppare il portale Rainews.it. Soluzione sulla quale, comunque, la Gabanelli aveva subito espresso più di una riserva.

Ieri, come anticipato sul Sole 24 Ore, si è tenuto l’incontro fra il dg e Milena Gabanelli, a valle della riunione del Cda. E alla giornalista è arrivata, via Consiglio d’amministrazione, l’offerta di condirezione di Ranews. In realtà a farla era stato il consigliere Carlo Freccero, sicuramente vicino alla giornalista. Da qui l’idea che ci potesse essere qualche schiarita. Oggi però l’ufficialità di un sostanziale “no”, seppur con una presa di tempo che sposta di qualche mese il redde rationem fra la Rai e la Gabanelli al momento inquadrata con un ruolo di vicedirettore, dopo l’assunzione avvenuta a gennaio e voluta dal precedente dg.

«Sembrerà strano - argomenta Gabanelli – ma la Rai, al contrario di tutte le tv del mondo, ha molti telegiornali, ma non ha un portale di news online organizzato in modo da valorizzare il lavoro dei suoi 1.600 giornalisti sul web. La concessione dice che deve colmare il gap digitale, poiché una grande fetta di popolazione non si informa più attraverso i canali tradizionali, e ad oggi è completamente esclusa dal servizio pubblico pur pagando il canone. Un fatto gravissimo di cui sia l’azienda che la commissione di Vigilanza sono consapevoli. Il mio incarico era di preparare le condizioni per poter mettere tutti i 1.600 giornalisti Rai (a partire dai corrispondenti esteri e regionali) in condizione di anticipare le notizie sull'online e fornire contenuti realizzati ed informazioni di cui sono depositari, e che, per ragioni di spazio, non possono essere condensate nei telegiornali».

«Il mio lavoro - spiega l’ex curatrice di Report - è da tempo ultimato, e il piano prevede quasi esclusivamente l’utilizzo di risorse interne. L’ostacolo è questo: le testate sono troppe (Tg1, Tg2, Tg3, Tgr, Tg Parlamento, Rainews 24, Gr, Rai sport) e finché non se ne accorpa qualcuna non si può varare una nuova testata. Che bisogna riorganizzare l’offerta informativa lo dice sempre, e giustamente, la concessione, e l’interpretazione del Cda è stata: non è possibile approvare una nuova testata (anche se urgente, poiché sull’informazione digitale la Rai è in colpevole ritardo, e sulla quale sono stati fatti investimenti), perché prima c’è qualche testata di troppo da accorpare, e si fa fatica a farlo».

«La soluzione individuata dal Cda - sottolinea ancora - è quella di trasferirmi, in attesa di tempi migliori, dentro al sito di Rainews.it (il cui direttore è lo stesso di Rainews 24, Antonio Di Bella), che oggi fa poco più di 100.000 utenti unici e si piazza al 35° posto di tutte le testate online. Senza una definizione dei tempi, con risorse inadeguate a coprire le 24 ore, e senza nessuna possibilità di decollare proprio perché è sbagliato il presupposto: i colleghi non anticipano le loro notizie dentro al sito di una testata vissuta come concorrente. Una visione a mio parere non altezza del compito che il servizio pubblico deve assolvere, ed economicamente sbagliata poiché rinuncia ai potenziali investimenti pubblicitari».

«Purtroppo - continua Gabanelli - non mi risulta che i consiglieri siano mai entrati nel merito del progetto, organizzazione e potenzialità».

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