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Cresce l’export di design per la casa

made in Italy

Cresce l’export di design per la casa

(Marka)
(Marka)

Il made in Italy bello e ben fatto fa rotta sulle tavole e nelle cucine delle upper class che vogliono servizi, oggetti e strumenti di design, qualità e innovativi. Nel 2016, secondo i dati del Sistema informativo Ulisse, il valore delle esportazioni dei prodotti di design e per la casa di fascia alta e medio-alta ha superato di poco il miliardo di euro. Un mix di servizi per la tavola, cristallerie, posateria, pentole e tegami per finire con il tessile per la casa il cui peso a prezzi costanti dall’inizio del decennio è passato dal 14% a oltre il 22% della domanda mondiale.

Un assortimento premium realizzato da marchi storici della penisola che uniscono tradizione, qualità e sicurezza per conquistare i clienti con una alta disponibilità di spesa soprattutto degli Usa e del Far East.

«Nel complesso il settore è stabile e le esportazioni segnano una crescita di un paio di punti percentuali - spiega Andrea Barazzoni, presidente dell’associazione Fabbricanti italiani articoli casalinghi (Fiac-Anima), riferendosi all’intero comparto -. Le prospettive per il made in Italy sono buone nel segmento medio-alto e le migliori opportunità di crescita sono da ricercare sui mercati dell’estremo oriente dove sono ricercati e apprezzati gli strumenti e i prodotti di qualità realizzati secondo gli standard di sicurezza europei».

Le vendite di prodotti premium valgono più della metà dell’export di casalinghi made in Italy ma nel caso della posateria e il tessile casa si supera l’85 per cento. Questi i valori che evidenzia una analisi di StudiaBo per Homi Milano, fiera dedicata alla persona e agli stili di vita che verrà inaugurata venerdì.

I PRINCIPALI MERCATI
L’export di prodotti di design di fascia medio-alta nel 2016. Milioni di euro (Fonte: Sistema Informativo Ulisse)

Le proiezioni per il triennio 2017 – 2019 ricavate dal Sistema Informativo Ulisse prospettano un andamento positivo dell’export di oggetti di design e prodotti per la casa soprattutto nel segmento della coltelleria e posateria, a valore è atteso un aumento del 6,4% medio annuo e per tessile casa (+2,8%). I paesi dove si registrerà una crescita a due cifre sono quelli di Russia, Messico e Polonia mentre in termini di valori assoluti quelli più importanti saranno nell’ordine Usa, Germania, Regno Unito e Giappone.

«Nei primi otto mesi dell’anno abbiamo registrato una crescita del 10% delle vendite all’estero nel canale al dettaglio e del 3% delle vendite in Italia - sottolinea Franco Coppo, ad di Sambonet Paderno Industrie, società che fa capo all’Arcturus Group -. Sui mercati esteri quest’anno abbiamo assistito a una estrema vivacità del mercato iraniano mentre per quanto riguarda l’e-commerce registriamo buone performance negli Usa». Con gli altri brand del gruppo, che ha archiviato il 2016 con 170 milioni di ricavi, si punta sul lusso e sui progetti di private interior per yacht, ville e altre residenze esclusive.

LE PREVISIONI
Mercati dove l’export crescerà di più tra il 2017 e il 2019. Variazioni percentuali (Fonte: Sistema Informativo Ulisse)

Mirabello Carrara, realtà del tessile alto di gamma che fa capo a Caleffi, chiude il primo semestre con ricavi per 9,2 milioni con un aumento di oltre un quarto rispetto l’anno precedente. La società possiede le licenze Home Linen Roberto Cavalli, Diesel e Trussardi se il mercato europeo è stato nel complesso piatto ecco che brilla invece il Regno Unito «perché Londra è una vetrina per i ricchi del mondo - commentano dalla società -. Spiccano inoltre gli Usa e la Cina da cui arrivano segnali di grande ripresa. Si punta inoltre sull’ecommerce come driver di crescita». Diverso il trend del mercato russo da cui arrivano segnali di un certo raffreddamento «perché ora lo shopping viene sempre più fatto all’estero».

Per quanto riguarda le vendite retail pesano ancora gli effetti della lunga recessione. «Dal mercato interno non si vedono ancora segni di un ritorno della domanda - premette Luigi Radif, ad della divisione Horeca della Radif e settima generazione dell’azienda di famiglia fondata a Genova nel 1820 e oggi gestita con il padre Raffaele e la sorella Giovanna -. Il canale Horeca negli ultimi anni ha dato segnali di una crescita costante e, per esempio, abbiamo appena ultimato una fornitura “tavola e cucina” per un complesso alberghiero in Mali». Lo showroom nel cuore del capoluogo ligure vede un miglioramento nelle vendite portato dal turismo estero di qualità. Si tratta dei crocieristi più abbienti e degli armatori di yacht: sono tutti alla ricerca di servizi in porcellana per la tavola legati alla tradizione ligure e al made in Italy.

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