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Gruppo Ferroli, rinvio per San Bonifacio Accordo fatto per i 100 di Alano

Vertenza

Gruppo Ferroli, rinvio per San Bonifacio Accordo fatto per i 100 di Alano

(Agf Creative)
(Agf Creative)

Sono in programma per oggi, lunedì 11 settembre, le assemblee con i lavoratori e le lavoratrici per decidere sulla prosecuzione della vertenza Ferroli e sulle prossime, eventuali iniziative. L’ultimo incontro al ministero del Lavoro per le procedura di mobilità del Gruppo, presenti i dirigenti Ferroli e i rappresentati Rsu degli stabilimenti di Alano e San Bonifacio e del sindacato Fim e Fiom, ha fatto chiarezza solo in parte.
Il piano di riorganizzazione dell’azienda prevede un esubero complessivo di 486 lavoratori su 970 occupati, di cui 376 a San Bonifacio (Verona), 110 ad Alano (Belluno) e uno in uno stabilimento a Casole d’Elsa in Toscana. Un accordo è stato ratificato per i 110 di Alano, ma la trattativa ministeriale per Verona ha portato a un rinvio.

Su Alano pende la decisione di totale cessazione della produzione e chiusura del sito da più di un anno: l’accordo prevede un incentivo all’esodo per i dipendenti, con riconoscimenti di accompagnamento alla maturazione della pensione, e ancora sostegno a progetti di autoimprenditorialità e a percorsi di riqualificazione e ricollocazione professionale attraverso corsi finanziati da bandi della Regione Veneto. In particolate è già effettuato un percorso di formazione di outplacement di 80 ore per ciascun lavoratore, per un valore complessivo di 182mila euro.«Non si può essere cerco soddisfatti quando si definisce un accordo che gestisce 110 esuberi – sottolinea Massimiliano Nobis, segretario generale Fim Veneto – ma nelle condizioni date questo era quanto si doveva fare. Ed è positivo che l’accordo riconosca sostegno a più percorsi che i lavoratori affronteranno una volta terminato il rapporto di lavoro con Ferroli. Ci sono le condizioni per dare continuità a percorsi di politiche iniziate già durante il periodo di Cassa integrazione, anche attraverso finanziamenti previsti dalla Regione». Nel Feltrino, tutte le associazioni datoriali hanno dato la loro disponibilità a produrre una mappatura circa le richieste occupazionali del settore merceologico di loro competenza e hanno dato la propria disponibilità a contribuire al recupero lavorativo dei dipendenti.

Resta il nulla di fatto per sito di San Bonifacio. L’azienda non ha ancora sciolto la riserva sui numeri di alcuni reparti e sulle risorse economiche da destinare ad uscite volontarie. «Questo è grave – continua Nobis- Il 23 settembre, data di chiusura della procedura, si avvicina. Manca, accanto all’apertura su una parziale riduzione del numero totale degli esuberi ottenuta nei tavoli di trattativa aziendale nella scorsa settimana, una cifra economica destinata per i cosiddetti “incentivi all’esodo volontario”».

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