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Oltre cento imprese per il manifesto di Valore D

Lavoro

Oltre cento imprese per il manifesto di Valore D

  • –Monica D'Ascenzo

Meritocrazia e diversit siano leve fondamentali per assicurare crescita, performance e innovazione. Per quanto riguarda la diversit di genere, circa la met dei nostri colleghi sono donne. un grande vantaggio competitivo, che aumenta la capacit di cogliere, grazie a punti di vista diversi, le opzioni migliori per le nostre scelte strategiche. Philippe Donnet, ceo di Assicurazioni Generali, presenter cos l’impegno del gruppo nella sottoscrizione del Manifesto lanciato da Valore D e gi firmato da oltre cento aziende. La presentazione ufficiale dei nove punti su cui si impegnano le imprese a favore della diversity avverr domani, nell’ambito di un evento con la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, e una trentina di ceo.

Le aziende di Valore D hanno riconfermato in maniera molto concreta e operativa, quanto la diversit rappresenti un valore per loro e quanto sia importante all’interno della loro organizzazione. Inoltre il Manifesto si dimostrato anche un’opportunit di dialogo costruttivo con le istituzioni, commenta Sandra Mori, presidente di Valore D e general counsel Europe di Coca-Cola.

Per molte delle aziende firmatarie del manifesto l’occasione per rendere pubblico il lavoro fatto negli ultimi anni. Ynap impegnata nel rispetto delle pari opportunit, infatti la met dei nostri 200 top manager e executive sono donne, con una retribuzione superiore di circa il 14%. In Yoox-Net a Porter ci impegniamo a essere una fucina di futuri talenti femminili in ambito tecnologico, sottolinea Federico Marchetti, ceo di Ynap. Gli fa eco Patrick Cohen, ad di Axa Italia: Axa Italia si impegna da tempo con iniziative concrete: da una politica di congedo parentale coraggiosa per entrambi i genitori a uno smart working innovativo. Azioni necessarie soprattutto in aziende “maschili”: La presenza femminile nel gruppo FS al 14,9%, quota che scende al 2,7% nella manutenzione e allo 0,8% fra il personale che guida i treni. Ovviamente, l’intera leadership del gruppo non ritiene accettabile questa situazione. Incrementare la presenza femminile, soprattutto nelle aree tecnico/specialistiche, significa generare innovazione, crescita sostenibile e competitivit osserva la presidente del gruppo FS Italiane, Gioia Ghezzi.

L’impegno trasversale rispetto alle industrie di riferimento: Il talento femminile uno dei motori del processo di rinnovamento che stiamo portando avanti in azienda. Oggi il nostro top management composto per quattro decimi da donne, 3 delle quali sono entrate nel team negli ultimi 12 mesi, con un’et media di 40 anni. Il 75% dei dirigenti nominati nel 2016 rappresentato da donne e in ciascuno dei board di tre nostre partecipate estere presente una donna, italiana, ricorda Marco Alver, ceo di Snam, mentre Stefano Venier, numero uno di Hera, mette in evidenza: Abbiamo dato impulso a politiche orientate a favorire l’integrazione e la crescita dei nostri dipendenti, oltre un quinto dei quali composto da donne, che salgono al 31% nei ruoli direttivi, al di sopra della media di settore. Un risultato che si aggiunge al buon esito delle nostre politiche di welfare.

Conciliazione la parola d’ordine per Massimo Visentin, numero uno di Pfizer Italia: Riteniamo sia importante migliorare il work life balance delle nostre persone, mettendo a loro disposizione un ventaglio di servizi e politiche aziendali. Ha gi dimostrato attenzione per i talenti femminili Walter Ruffinoni, ad di Ntt Data Italia: Le caratteristiche del genere femminile costituiscono i pilastri della leadership del futuro. Vogliamo contribuire alla rivoluzione culturale che riguarda le materie Stem. Stessa cosa per Bip: Puntiamo a far crescere in maniera importante il numero di donne nel nostra azienda e nel nostro settore, commenta l’ad Carlo Cap.

Per Tanya M. Jaeger de Foras, vicepresident Whirlpool: Gli investimenti formativi in scienza e tecnologia sono efficaci acceleratori dell’empowerment femminile. Per questo favorire la formazione giovanile nelle discipline Stem uno dei pilastri del nostro modello di Corporate Responsibility. Sappiamo che molto rimane ancora da fare, ma crediamo che il cambiamento sia possibile se tutti gli attori si impegneranno a fare la loro parte, chiosa Beln Frau, ad Ikea Italia Retail.

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