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Giovani e occupazione: sette su dieci pronti a lavorare all’estero

infojobs: «la metà non tornerebbe più indietro»

Giovani e occupazione: sette su dieci pronti a lavorare all’estero

Pronti a fare la valigia per andare a cercare un lavoro all’estero e soprattutto pronti a non tornare più indietro. Tutto questo alla «ricerca di una migliore qualità della vita», di un «salario più alto» e - smacco definitivo - in fuga da un Paese che, secondo i quattro mila giovani intervista dalla piattaforma per il recruiting online Infojobs, non premia il merito. Stando ai numeri della survey, infatti, quasi sette su dieci, il 65% dei giovani, sarebbe disposto a lavorare all'estero ma, di questi, il 32,6% si trasferirebbe solo per fare un'esperienza da sfruttare al rientro in Italia, mentre il 51% ritornerebbe in patria a fronte di un'offerta di lavoro valida.

Nessun salto nel buio però: il 79,6% degli intervistati, inoltre, si muoverebbe dalla penisola solo con un impiego sicuro nel Paese di destinazione, mentre solo il 20,5% partirebbe senza sicurezze in cerca di un'occupazione una volta raggiunta la meta estera.

Il percorso dunque bel pianificato visto che la maggioranza del campione cerca un’opportunità che si ponga in continuità con quanto iniziato in Italia (il 39,6%) o con gli studi svolti (37,2%). Sorprende la motivazione: tra le ragioni che spingono i giovani a intraprendere un'avventura professionale all'estero ci sono la ricerca di una migliore qualità della vita (57,4% del campione) e di salari più alti (56,6%). Viene anche inseguita una maggiore meritocrazia (41,2%) e un ambiente di lavoro stimolante e dinamico (32,4%). Le pecche maggiori del mercato del lavoro in Italia sono, oltre alla difficoltà a trovare un'occupazione (per il 65,0% dei rispondenti), il basso livello di retribuzione (55,6%) e le scarse possibilità di crescita professionale (38,9%).

«Nonostante negli ultimi anni siano state implementate con successo politiche volte ad aumentare le assunzioni, dalla nostra survey emerge - commenta Melany Libraro, CEO di Subito e InfoJobs - come ci sia ancora disparità tra le aspettative dei giovani e le prospettive offerte dal mercato del lavoro italiano».

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L’Europa resta il mercato del lavoro di riferimento che viene scelta dal 67% del campione. E tra i Paesi europei le nazioni più ambite sono il Regno Unito (41,2%), seguito da Svizzera (37,1%), Germania (35,9%) e Spagna (35,3%). Il 19,3% dei giovani intervistati si trasferirebbe invece negli Stati Uniti o in Canada, mentre il 5,4% in Australia. L'1,5% sceglierebbe invece l'Asia, con una netta preferenza per il Giappone.

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