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Per il mobile veneto export a quota 58%

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Per il mobile veneto export a quota 58%

La prima regione d’Italia per fatturato e numero di addetti del settore del mobile, uno dei tre (con legno e illuminazione) che compongono la filiera rappresentata da FederlegnoArredo e che in Veneto pesa per il 15% delle aziende manifatturiere, producendo il 6% del fatturato manifatturiero (per oltre 6,5 miliardi).

Una regione che vanta il 21% sul totale del fatturato nazionale della filiera, con una grande propensione all’export: il 58% della produzione di mobili viene venduto in 180 Paesi del mondo: al secondo posto in Italia per valore di esportazioni, che vedono come destinazioni privilegiate Francia (con il 28% del totale), Germania, Stati Uniti e Regno Unito.

A Mestre il presidende di FederlegnoArredo ha fatto il punto del settore, nel segno di una sempre maggiore vicinanza alle imprese e ai territori: «Vogliamo cogliere le esigenze di chi lavora, in questo momento di grande instabilità ma nel quale i segnali positivi non mancano: i dati dicono che il 70% delle aziende investe il 2% del fatturato in innovazione, una percentuale non così elevata ma che riguarda un numero davvero amplio di realtà che credono nel futuro. Con ricadute anche occupazionali: da qui al 2020 27mila persone che lavorano nel comparto ne usciranno per andare in pensione, ma 31mila entreranno: un saldo positivo di 4mila nuovi lavoratori».

Quanto al Veneto, che copre il 25% della produzione italiana di mobili, oltre 31mila addetti operano perlopiù (oltre il 70%) in società di capitali con un numero medio di dipendenti superiore alla media nazionale (19 contro 13), determinando una dimensione media maggiore. In regione un totale di 7.935 imprese è suddivisa fra l’area mobili (49%), legno (45%) e illuminazione (6%).

Una divisione che riassume realtà molto diverse: l’arredo per la casa, per i singoli ambienti come il bagno e per l’ufficio, i pannelli e il materiale negessario a trasporti, imballaggi e cassette per la frutta, perfino i tappi di sughero. Numeri che spingono l’associazione di riferimento a chiedere al Governo «di attuare politiche economiche e industriali adeguate per consentire ai territori di esprimersi al meglio - sottolinea Orsini - Per favorire questo processo FederlegnoArredo rafforzerà la sua presenza in chiave locale, incentivando il dialogo e il networking e intensificando i rapporti con istituzioni locali e nazionali per creare condizioni favorevoli alla crescita delle nostre imprese».

L’altro fronte è quello della formazione, poiché la mancanza di personale qualificato e pronto ad accompagnare le aziende sui mercati - ha segnalato il prssidente degli industriali veneti Matteo Zoppas - viene segnalata da tempo. Una prima risposta è il primo master per ambasciatori dei brand del made in Italy finanziato dalle imprese del territorio, a cominciare proprio da quelle del legno e arredo. Promosso da Unindustria Treviso e compartecipato da Confindustria Veneto, il percorso realizzato dal Cuoa punta a colmare un vuoto di competenze sia fra i laureati che fra chi già lavora in una azienda (imprenditori, manager, professionisti).

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