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Corte Ue: no agli Ogm solo se è dimostrato che fanno male

LA SENTENZA

Corte Ue: no agli Ogm solo se è dimostrato che fanno male

Se non ci sono motivazioni scientificate comprovate, è possibile la coltivazione di piante geneticamente modificate (Ogm). Questo il senso della sentenza della Corte di Giustizia Ue che ha accolto il ricorso di un agricoltore italiano, condannatto nel 2014 per aver coltivato mais Ogm. Tuttavia il pronunciamento non avrà conseguenze per il futuro delle coltivazioni Ogm in Italia, poichè una direttiva della Commissione europea - quindi successiva ai fatti - introduce il principio di libera scelta da parte degli Stati membri. E l’Italia, assieme ad altri 17 Stati, ha scelto l’opzione dell’Ogm Free. Nel dettaglio, la Corte di Giustizia spiega che secondo il diritto Ue, nel caso non sia accertato che un prodotto geneticamente modificato possa comportare un grave rischio per la salute umana, degli animali o per l'ambiente, né la Commissione né gli Stati membri hanno la facoltà di adottare misure di emergenza quali il divieto della coltivazione, come fatto dall'Italia nel 2013.

Il caso di Giorgio Fidenato
La sentenza della Corte riguarda il caso di Giorgio Fidenato, agricoltore penalmente perseguito nel nostro Paese perché nel 2014 seminò mais Ogm autorizzato dalla Ue nonostante un decreto interministeriale del 2013 ne vietasse la coltivazione. Quel decreto, afferma in sostanza la Corte, non era legittimo perché il «principio di precauzione» deve basarsi sulla certezza dell'esistenza del rischio, altrimenti non permette di eludere o di modificare le disposizioni previste per gli alimenti geneticamente modificati, già oggetto di una valutazione scientifica completa prima di essere immessi in commercio.

Coldiretti: sentenza superata
«La sentenza sugli Ogm emessa dalla Corte di Giustizia europea si riferisce ad un quadro normativo ormai passato e del tutto superato», spiega un comunicato della Coldiretti. L’organizzazione agricola sottolinea che «quasi 8 cittadini su 10 (76%) si oppongono oggi al biotech nei campi che in Italia sono giustamente vietati in forma strutturale dalla nuova normativa. L'Italia - sottolinea la Coldiretti - è infatti tra la maggioranza dei Paesi membri dell'Unione che ha scelto di vietare la semina di Ogm sulla base della direttiva Ue approvata
nel 2015».

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