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Sky scommette su serie e hi-tech

TELEVISIONE

Sky scommette su serie e hi-tech

Spinta sulle produzioni originali, barra dritta sulle serie tv su scala paneuropea, innovazione e accelerazione sul free con Tv8. Contenuti e tecnologia. Il ceo di Sky Italia Andrea Zappia dà così l’idea di quelli che per la media company di casa Murdoch saranno gli assi su cui far poggiare la stagione 2017-2018, l’ultima senza Champions League che tornerà in casa Sky nel 2018, chiudendo un triennio che per questo poteva essere problematico, ma che in fondo non lo è stato. Al 30 giugno 2015 gli abbonati erano 4,725 milioni, marginalmente saliti a 4,783 milioni al 30 giugno 2017. Certo non più i 5 milioni di un tempo, ma crisi, concorrenza di Mediaset Premium e nuovi player (leggi Netflix e gli altri Ott) hanno fatto la loro parte.

«C’è un’unica relazione fra innovazione, grandi contenuti, creatività e il modo in cui tutto questo viene messo a disposizione dei nostri clienti. Preparatevi – aggiunge il ceo Zappia – a vedere ancora più innovazioni». E così, mentre da Uk rimbalzano notizie tutt’altro che favorevoli sul progetto di takeover di 21st Century Fox su Sky (Murdoch vorrebbe acquisire il 61% di Sky non di sua proprietà) con il governo inglese che ha chiesto all’Antitrust di valutare l’operazione tramite un’indagine estesa, da Milano Sky Italia presenta una stagione in cui l’ingrediente forte sarà l’intreccio fra contenuti e tecnologie. Sul primo versante, come detto, ci sono le serie, con in testa la terza stagione di Gomorra dal 17 novembre, ma con complessivamente 108 titoli, anche di Hbo e Showtime.

A fiction e sport – l’asset storicamente più pregiato per la pay, dove ai canali Sky si accompagna l’esclusiva di Fox Sports – si unisce l’altro pilastro che ha retto l’attività di Sky (e la base clienti visto che il churn, il tasso di abbandono, è sceso al 9,1%): l’intrattenimento con, tra gli altri, X Factor e Masterchef.
Quanto alla tecnologia, oltre all’implementazione del 4K e al Tg che approderà a Milano, con investimenti in nuove tecnologie (e polemiche varie nei mesi scorsi con i sindacati) Zappia ha fatto un riferimento preciso all’arrivo del “super decoder” Sky Q.

Oltre alla pay, in casa Sky si fa grande affidamento anche sul free-to-air in cui Sky è presente con tre canali: Sky Tg 24, Cielo e soprattutto Tv8, sul canale 8 del Dtt (2,2% in prime time ad agosto; +44% di share). Sul free, conferma Daniele Ottier alla guida della concessionaria Sky Media, «si concentra il 25% della raccolta complessiva, con i restanti tre quarti sul pay». Prendendo per buoni i dati Nielsen con 485 milioni di euro nel 2016, la raccolta sul free dovrebbe dunque attestarsi sopra i 120 milioni.

In generale in casa Sky c’è fiducia sulla raccolta pubblicitaria, «in crescita a luglio del 5% al netto degli Europei di calcio» conferma Ottier. Per l’anno fiscale che si chiude a giugno «contiamo di chiudere con raccolta in crescita». E senza l’apporto degli Europei in palinsesto. Oltre ai canali propri, la concessionaria Sky cura la raccolta dei canali terzi (Fox, Disney, A+E, Gambero Rosso, laeffe, Classica, Lei e Dove). Un insieme che vale «il 30-35% della raccolta pay» dice Ottier che non chiude la porta alla possibilità di estendere la propria attività al settore radio: «Per il momento non abbiamo intenzioni concrete. Ma non è escluso per il futuro».

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