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Estate con ricavi record per i porti turistici italiani

NAUTICA

Estate con ricavi record per i porti turistici italiani

Nel giorno dell’inaugurazione (il 21 settembre), il Salone nautico di Genova ha totalizzato, a quanto risulta, un numero di visitatori superiore di oltre il 10% rispetto alla giornata inaugurale dell’anno scorso. Il dato, emerso ieri, non è ancora ufficiale e bisogna anche tenere conto del fatto che il primo giorno dell’esposizione, nel 2016, cadeva di martedì, mentre stavolta la kermesse si è aperta di giovedì.

Tuttavia, pur con i dovuti distinguo, se la percentuale sarà confermata, sarà un’ulteriore dimostrazione della svolta positiva che il mercato della nautica italiana ha imboccato, sancita anche dal +18,6% del fatturato nel 2016, come rilevato dalla pubblicazione la Nautica in cifre, redatta da Ucina Confindustria nautica. Commentando poi l’affluenza di ieri, secondo giorno della manifestazione, il presidente dell’associazione, Carla Demaria, ha sottolineato: «Tornano le code agli ingressi del Salone Nautico; spero che la gente si arrabbi – ha poi scherzato - perché c’è un sacco di traffico. Chiedo “scusa” ufficialmente ai genovesi».

La ripresa del settore, peraltro, emerge anche dai dati di Assomarinas, l’associazione che raggruppa i porti turistici italiani, divulgati nel corso della IV conferenza sul turismo costiero, svoltasi nell’area del Salone.

«Nella stagione estiva 2017 – ha spiegato il presidente, Roberto Perocchio – il giro d’affari dei porti turistici è aumentato del 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2016. Si è trattato, quindi, di un altro anno relativamente buono per gli approdi turistici, che sono in leggera ripresa da tre anni». Il dato, però, ha aggiunto «deve essere valutato alla luce del fatto che il giro d’affari è ancora al di sotto del 25%, rispetto al periodo pre-crisi». Negli anni più difficili della nautica, infatti, gli scali turistici avevano perso il 35% del giro d’affari.

Assomarinas ha anche rilevato un incremento dei transiti a +7%, rispetto al 2016. Transiti che comunque, ha detto Perocchio, «non fanno la salute totale di un porto turistico, perché senza l’utenza stanziale la struttura non si regge economicamente». Questa crescita è da attribuirsi anche al fatto che «per motivi geopolitici l’Italia è diventata molto interessante per le navi da diporto; poi il merito va ai charter, cresciuti quest’anno del 10%, e un contributo va ascritto pure al noleggio nautico, che registra una fase di prosperità». Resta, comunque, dice Perocchio, «un forte squilibrio tra offerta di posti barca in corso di realizzazione e utenza. Negli ultimi 10 anni, sono stati costruiti ben 21.490 posti barca; inoltre 22.559 sono in costruzione e 51.696 sono in corso di progettazione. Per contro, le immatricolazioni di nuove barche nel 2015 (è dato disponibile più recente, ndr) sono state solo 600». Fermi restando i dati, Assomarinas sta pensando a un ricorso alla corte di giustizia Ue, contro la norma che decretato l’aumento retroattivo dei canoni demaniali.

In tema di posti barca, invece, la Demaria ha spiegato che è vicino l’accordo tra Ucina e privati (tra questi ci sarebbe il cantiere Amico & Co) per una gestione congiunta della nuova darsena della ex Fiera di Genova, durante tutto l’anno.

Ieri, infine, al Salone, Costa Crociere Foundation ha presentato il progetto Guardiani della Costa, che ha l’obiettivo di creare, in collaborazione col Miur, una “fotografia ambientale” di tutte le coste del italiane, coinvolgendo docenti e studenti di oltre 200 scuole superiori italiane.

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