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Sider Alloys stringe i tempi per riavviare gli impianti Alcoa di Portovesme

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Sider Alloys stringe i tempi per riavviare gli impianti Alcoa di Portovesme

Dopo la due diligence, il sopralluogo dei tecnici americani per predisporre il progetto esecutivo. Il programma di Sider Alloys per l’acquisizione dello stabilimento di alluminio Alcoa di Portovesme va avanti con un obiettivo: accorciare i tempi per chiudere positivamente la trattativa e riavviare la produzione. Una decina di ingegneri provenienti dagli Usa («gli stessi che hanno lavorato alla due diligence», precisano i vertici dell’azienda svizzera) faranno ulteriori rilievi tecnici propedeutici alla predisposizione del progetto esecutivo per la gestione dell’impianto.

Dettagli e “rilievi essenziali” per completare il piano industriale su cui verte anche la trattativa per la cessione degli impianti che sino all’ottobre 2012 producevano 155mila tonnellate di alluminio primario in pani e billette. Con i tecnici ci saranno anche i dirigenti dell’azienda che vuole rilanciare lo smelter di alluminio primario puntando a coprire (nella prima fase) il 15% del fabbisogno nazionale.

Prima di una visita negli impianti fermi da cinque anni l’incontro tra l’amministratore delegato Giuseppe Mannina nell’isola con il manager Gaetano Libia e il governatore della Sardegna Francesco Pigliaru assieme al responsabile del Piano Sulcis Salvatore Cherchi e all’assessore dell’Industria Maria Grazia Piras. Un incontro per fare il punto sullo stato della vertenza prima del trasferimento nel Sulcis in previsione delle visite agli impianti. Entro il 31 ottobre Sider Alloys dovrà presentare il progetto esecutivo industriale propedeutico al riavvio degli impianti. Tempi che, a sentire i rappresentanti del gruppo svizzero, potrebbero anche accorciarsi.

«L’obiettivo è quello di ottimizzare tutte le fasi – fa sapere Gaetano Libia – sia con la preparazione del piano sia in quella successiva». La chiusura dell’intera operazione ha come scadenza il 30 novembre. Subito dopo dovrebbe partire il revamping degli impianti e quindi la produzione «entro 14 mesi», chiarisce Libia. L’accordo di programma prevede un investimento da 128 milioni, 30 provenienti da risorse proprie e il resto dall’accordo di programma.

In itinere il passaggio dall’Alcoa a Invitalia che dovrà, una volta completata la procedura di trasferimento, siglare la cessione di fabbrica e impianti. Il piano del gruppo svizzero, prevede la produzione di vergelle in alluminio (ossia la materia prima di applicazioni elettriche) con l’inserimento di 40 operai diretti e altrettanti negli appalti. Numeri che con la “messa a regime degli impianti” e nell’arco di una trentina di mesi, dovrebbero crescere sino a diventare 300.
Davide Madeddu

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