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Ilva, contatti Mittal-Arvedi in vista del verdetto dell’antitrust…

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Ilva, contatti Mittal-Arvedi in vista del verdetto dell’antitrust europeo

L’antitrust della Commissione europea deciderà presumibilmente entro il 26 ottobre sul dossier relativo all’acquisizione dell’Ilva da parte di Am Investco Italy, la joint venture partecipata all’85% da ArcelorMittal e al 15% dl gruppo Marcegaglia (a breve Intesa Sanpaolo rileverà parte della quota). Lo si apprende dai documenti pubblicati dalla Commissione europea, che ha ricevuto la notifica dell’avvio della procedura giovedì scorso.

Il dossier, numero 8444, riguarda Ilva e ArcelorMittal: per l’altra componente della jv, Marcegaglia, non ci sono rischi di concentrazione sul mercato europeo. Secondo molti osservatori il gruppo franco-indiano potrebbe trovarsi a detenere, dopo l’acquisizione degli asset Ilva, quote di mercato vicine o superiori alla soglia limite in alcuni ambiti, in particolare nella lavorazione a freddo dei coils. Per questa ragione l’antitrust potrebbe chiedere una cessione di uno o più asset per riequilibrare la situazione. La commissione può annullare l’operazione con o senza condizioni, oppure aprire un’inchiesta su vasta scala se le compagnie non riusciranno a mitigare possibili danni alla concorrenza. Il commissario per la concorrenza Margrethe Vestager aveva ammesso, in una dichiarazione a Reuters di questo mese, che il caso era complicato, ma che i segnali erano buoni, grazie alla cooperazione con le autorità italiane.

Sulla base degli accordi presi con la procedura commissariale, eventuali rimedi escluderebbero il perimetro dell’acquisizione. Le intese non riguardano però gli asset italiani di ArcelorMittal già detenuti in precedenza, come lo stabilimento della Magona, a Piombino, con una capacità di lavorazione per circa 700mila tonnellate.

Secondo quanto riporta Il Tirreno, il gruppo Arvedi (superato proprio da Am Investco Italy nella gara per l’aggiudicazione degli asset Ilva, cui ha partecipato con la cordata AcciaItalia) avrebbe preso contatto, rivelando un interesse a un’acquisizione nel caso in cui l’asset finisse sul mercato. Da Cremona, però, la notizia viene solo parzialmente confermata. «Siamo stati interpellati sul dossier – spiega al Sole 24 Ore una fonte vicina all’azienda – come tanti altri soggetti».

Terminata la gara per Ilva, sono diversi i player ancora alla ricerca di asset per riposizionarsi su un mercato europeo dei piani in pieno dinamismo, come dimostrano i dati congiunturali e la recente operazione di fusione tra Tata e Thyssenkrupp, che ha creato i presupposti per generare un secondo solido player europeo del settore, alle spalle di ArcelorMittal. Tra questi soggetti c’è anche Jindal steel west, a sua volta in cordata con AcciaItalia e battuto da Am nella gara Ilva. Secondo indiscrezioni Jsw punta a rilevare da Cevital gli asset della ex Lucchini (oggi Aferpi), riavviando l’altoforno per alimentare soprattutto un laminatoio per coils. Per questo motivo anche Jsw può essere interessata, in un’ottica di verticalizzazione, a rilevare da ArcelorMittal lo stabilimento della Magona.

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