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Tutti pazzi per i gioielli italiani: cresce l’export del settore…

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Tutti pazzi per i gioielli italiani: cresce l’export del settore orafo

Anche l’andamento del settore orafo-gioielliero - come quello della nautica o della metalmeccanica - sembra confermare la ripresa della manifattura italiana in atto. Nei primi sei mesi del 2017, secondo l’annuale rapporto congiunto Club degli Orafi e Intesa Sanpaolo, le esportazioni sono aumentate del 12%, arrivando a 3,4 miliardi (+23% in quantità, 2.600 tonnellate), con un aumento considerevole in Francia (+68,8%), negli Stati Uniti (+26,3%), a Hong Kong (+14,2%) e in Russia (+11,9%). La produzione media (primi sette mesi) ha registrato un +9%, con un exploit a maggio e a giugno del 20%. Nel 2016 il giro d’affari è stato pari a 7,8 miliardi ma già nei primi cinque mesi del 2017 si è registrata una crescita dell’1,6%.

I distretti presentano andamenti diversi: se il cluster di Valenza Po (Alessandria) ha registrato un incremento del 39,5% con un forte sviluppo degli invii verso la Francia grazie alla produzione dello stabilimento Bulgari, diventando il primo territorio per valori esportati nel primo semestre, meno brillanti ma comunque positivi sono i dati sulle esportazioni di Arezzo (+5,1%) e Vicenza (+1,2%, in rallentamento nel secondo trimestre).

Il punto sul settore è stato fatto ieri mattina all’inaugurazione di Vicenza Oro September, la rassegna internazionale del gioiello organizzata da Italian Exhibition Group, la società nata dall’integrazione tra la Fiera di Rimini e la Fiera di Vicenza, in corso nella città veneta fino al 27. «I dati dell’economia italiana sono positivi, c’è una congiuntura favorevole ma ci sono anche le politiche industriali del Governo a favorire la ripresa», ha detto il sottosegretario allo Sviluppo economico Ivan Scalfarotto, presente all’apertura del Salone assieme al presidente dell’Ice Michele Scannavini, alla vice presidente di Confindustria Licia Mattioli, alla presidente di Confindustria Federorafi Ivana Ciabatti, al presidente Cibjo Gaetano Cavalieri e ai vertici Ieg.

L’attenzione del mondo nei confronti del gioiello e delle lavorazioni italiane è dimostrata anche dal numero - ogni anno sempre maggiore - di buyers stranieri e di aziende presenti in fiera: all’edizione appena apertasi partecipano 1.300 brand da 36 Paesi diversi e dai principali distretti orafi italiani, mentre grazie al supporto dell’Ice sono ospitati 500 buyers selezionati dai principali mercati di riferimento e 800 “gold buyers” che usufruiranno di servizi ad hoc (incontri b2b, workshop, visite aziendali). «È una fiera in grande salute - ha dichiarato ieri il presidente di Ieg Lorenzo Cagnoni -, centrale nella compagine di eventi del gruppo; i volumi di fatturato che le due manifestazioni annuali (Vicenza Oro January e September, ndr) sviluppano sono circa 25 milioni, cifre di tutto rilievo nel conto economico di Ieg». Il quale conto ha registrato nel 2016 124,8 milioni di ricavi, un Ebitda di 21,9 milioni e un utile netto di 6,6, prevede un 2017 ancora più positivo e prepara allo sbarco in Borsa nell’autunno del 2018.

L’edizione di settembre 2017 - che come nelle precedenti presenta 5 sezioni distinte (Icon, Look, Creation, Expression, Essence) più la sezione Now, Not Ordinary Watches, dedicata agli orologi -, ha per tema la Green Jewellery, ovvero la responsabilità sociale e le politiche di sourcing di tutti i materiali utilizzati nel settore orafo-gioiellerio mondiale. Il tema, fil rouge anche nei momenti di formazione, accompagnerà anche l’edizione di Vicenza Oro Dubai, il prossimo novembre (nella città araba dal 15 al 18). «Abbiamo intenzione di arrivare anche in Cina», ha detto Cagnoni, annunciando l’intesa che ad ottobre a Rimini, in occasione del salone TTG, sarà firmata con la società .....Wnu per la costituzione di una joint venture che permetterà a Ieg di organizzare una serie di manifestazioni nel Paese asiatico già a partire dalla fine del 2018.

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