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Il caldo agosto dei consumi: acquisti in aumento del 6,4% nella gdo

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Il caldo agosto dei consumi: acquisti in aumento del 6,4% nella gdo

L’agosto forse più caldo di sempre ha scaldato i consumi delle famiglie spingendo all’insu (+6,4%) il termometro dei fatturati di iper e supermarket mentre continua la flessione (-1,5%) delle vendite nei grandi iper, quelli con una superficie superiore ai 4.500 metri quadri. Nel mese, sempre a rete corrente, hanno registrato un aumento delle vendite anche i punti vendita a libero servizio e i discount. Per quanto riguarda i prodotti più acquistati i maggiori incrementi sono registrati nel largo consumo confezionato, vicino al +6%, e nel fresco mentre non si arresta la flessione del non food che perde quasi un 2 per cento.

È quanto emerge dall’ultimo report Top4Top di Nielsen relativo al mese di agosto che fotografa l’andamento delle vendite della moderna distribuzione in Italia. Il documento evidenzia inoltre una decisa crescita del grocery sia a valore che a volume rispetto l’anno precedente. Un’altra buona notizia è che l’incremento delle vendite è trainato dalle regioni del Mezzogiorno. L’area Nielsen 4, che spazia dall’Abruzzo alla Sicilia, segna un +8,7% sull’agosto 2016, mentre la 3 (Toscana, Umbria, Marche, Lazio e Sardegna) si ferma al +8% contro il +1,4% del Nord Ovest.

L’Italia è dunque alla fine del lungo tunnel della crisi dei consumi? «Agosto è un mese particolare sui cui pesa l’effetto turismo e da inizio anno l’incremento nei ricavi è più contenuto, nell’ordine del 2% e credo sia questo il dato credibile che i consumi alimentari potranno mettere a segno nella media dell’anno - premette Donato Berardi, economista di Ref Ricerche -. Un’altra buona notizia è che il progresso delle vendite è trainato dalle regioni del Mezzogiorno, grazie al recupero dell’occupazione e al buon andamento delle stagione turistica».

Il carrello della spesa vede inoltre un aumento sia nella quantità (+3,5%) che la spesa (+4,1%) con un miglioramento nella qualità dei prodotti acquistati. Da gennaio l’incremento a valore è del 2,4% di cui un +1,6% è legato all’aumento dei volumi e la parte restante dall’aumento dei prezzi. Una possibile chiave di lettura dei dati è che l’alimentazione sia ritornata una priorità per le famiglie dopo anni di sacrifici, rinunce e scelte razionali. Nel grocery, escludendo bevande e il reparto freddo la cui crescita a due cifre è legata al caldo record, tra i prodotti più dinamici si distinguono i prodotti freschi, il food confezionato e i pets. «Il 2017 sta andando meglio dell’anno precedente e la crescita è trascinata dall’aumento dello scontrino medio» aggiunge Mario Gasbarrino, ad del gruppo Unes.

Le catene hanno inoltre allentato la pressione promozionale che ad agosto si attesta al 28%, dal 29,2 di luglio. È il valore più basso nell’arco degli ultimi dodici mesi. La private label riesce a mettere a segno uno sprint per attestarsi al 18,7% delle vendite.

Tra gli altri elementi che inducono a un cauto ottimista il migliorato indice di fiducia dei consumatori registrato dall’Istat che a settembre passa da 111,2 a 115,5. Di certo non si può dire che ci siamo lasciati alle spalle gli anni più difficili perché un italiano su quattro è a rischio povertà o esclusione sociale.

C’è inoltre il nodo inflazione che a settembre segna un +1,1% rispetto lo stesso mese del 2016 secondo il dato provvisorio diffuso venerdì dall’Istat. «C’è spazio per stimolare la crescita dei consumi, fattore decisivo per portare il Paese definitivamente fuori dalle secche della crisi» ha detto Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione, chiedendo misure per uno sviluppo strutturale delle domanda interna.

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