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Marcianise, dove c’era un terreno inquinato Ecobat pianta un bosco di…

BONIFICHE

Marcianise, dove c’era un terreno inquinato Ecobat pianta un bosco di pioppi

Dove c’era un terreno contaminato da metalli pesanti, al centro della Terra dei fuochi, ora sorge un bosco di Pioppi. Frutto del progetto di risanamento ambientale, promosso a Marcianise dalla Ecobat, azienda del consorzio Cobat che ricicla piombo da batterie esauste, e attuato con la tecnica del fitorisanamento. Il progetto è stato sviluppato dai ricercatori dell’Università di Napoli Federico II all’interno del progetto comunitario Life Ecoremed di cui è parte attiva la Regione Campania.

Ecobat Technologies, la multinazionale anglo americana delle batterie esauste, controlla Ecobat Spa che opera in Italia con due stabilimenti, uno al Nord, a Paderno Dugnano, e l’altro al Sud, a Marcianise in provincia di Caserta. È una delle aziende di eccellenza della filiera Cobat, ed è anche il più grande produttore e riciclatore di piombo del mondo (con 130 milioni di fatturato e 200 dipendenti in Italia) . Presente a Marcianise da oltre venti anni, ha da sempre attuato progetti di sostenibilità ambientale allo scopo di ridurre al minimo l’impatto su una terra già ferita da sversamenti illeciti, accumulo di ecoballe, fuochi e fumi velenosi.

Quando nel 2013 la Ecobat Spa (società italiana) ha varato a Marcianise il nuovo progetto è addirittura uscita fuori dai cancelli della fabbrica per farsi carico di un terreno adiacente. Pertanto, in soli 4 mesi, è stata possibile la messa in sicurezza di un terreno di 35.000 metri quadrati, fortemente contaminato da metalli pesanti, quali piombo antimonio, arsenico e cadmio, a causa di stoccaggi di scarti di lavorazione risalenti negli anni. In particolare, è stato necessario dapprima un piano di caratterizzazione dei livelli di inquinamento e, solo dopo, è stato possibile piantumare un bosco di 17.500 pioppi, considerati piante “minatrici”, ideali a neutralizzare la presenza di metalli pesanti estraendoli dal terreno e impedendo la loro dispersione aerea. Le stesse piante andranno poi a costituire biomassa reimpiegabile nel ciclo dell’impianto. Il fitorisanamento è una tecnologia totalmente naturale che punta allo stesso tempo a tre obiettivi come disinquinare un suolo contaminato, ripristinarne fertilità e produrre materiali utili per la filiera agro-energetica e della chimica verde.
Si tratta paraltro di una metodologia tutta “made in Italy” che attua una vera rivoluzione nel campo delle bonifiche, a disposizione degli enti pubblici e privati. Consente di fatto di attuare un intervento risolutivo, migliorativo e a basso costo.

«Abbiamo da tempo avviato una politica di miglioramento ambientale in linea con la certificazione Iso 14001 – spiega Luciano Morelli, amministratore delegato di Ecobat – e abbiamo scelto di sperimentare il protocollo Ecoremed perchè si inserisce a pieno nel concetto di “economia circolare” e di riduzione della produzioni di rifiuti. Il compost utilizzato per la riqualificazione del terreno proviene infatti dall’impianto di Salerno ed è prodotto della frazione organica dei rifiuti solidi urbani, mentre il legno di pioppo oltre a svolgere una funzione disinquinante sarà utilizzato nei forni come riducente».
«L’intervento di Marcianise – commenta Giancarlo Morandi, presidente di Cobat – è un esempio virtuoso di attenzione all’ambiente, asse portante di Cobat di cui Ecobat è il più importante socio».

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