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L’Ilva riparte da 4mila esuberi. Lunedì sciopero. De…

SIDERURGIA

L’Ilva riparte da 4mila esuberi. Lunedì sciopero. De Vincenti: non ci saranno licenziamenti

Sono 9.930 i dipendenti del gruppo Ilva che la cordata Am Investco intende impiegare per il rilancio del gruppo siderurgico. La cifra è indicata in una
lettera che la nuova proprietà ha inviato ai sindacati in vista dell’incontro di lunedì prossimo al Mise. «Le suddette allocazioni - si legge nella lettera - sono soggetti a leggeri aggiustamenti tenendo fermo il numero complessivo di 10mila lavoratori». Da lunedì al via la trattativa al ministero dello Sviluppo con i
sindacati.

Il punto di partenza è il piano industriale di Am Investco Italy. Secondo quanto illustrato dal ministero economico in fase di aggiudicazione, Am prevedeva per la nuova Ilva un organico pari a 9.407 occupati (intesi come posti equivalenti a tempo pieno) nel 2018, destinati a ridursi nell'arco del piano a 8.480 occupati costanti. Il costo del lavoro era indicato in 50mila euro nel 2018 (in linea con i livelli attuali di Ilva spa) e in 52mila euro a partire dal 2021. A oggi l’organico delle società nel perimetro Ilva che sono oggetto del trasferimento è composto da 14.220 lavoratori, mentre il ricorso alla cassa integrazione straordinaria riguarda complessivamente un massimo di 4.100 addetti. Il Mise, in fase di aggiudicazione, aveva parlato di un «impegno sul piano occupazionale» da parte di Am Investco, «nel quadro di una occupazione complessiva di circa 10mila occupati nel gruppo Ilva, per tutta la durata del piano». Nella lettera di avvio della procedura Am conferma questo quadro: si tratta di 9.500 addetti di Ilva, ai quali aggiungere 45 dirigenti e i dipendenti delle controllate, comprese le francesi Socova e Tillet. Si parte da qui, vale a dire da circa 4.200 esuberi.

Nel dettaglio 7.600 sarebbero impiegati a Taranto, 900 a Genova, 700 a Novi ligure, 160 a Milano, 240 in altri siti. Per un totale di 9.600 addetti. Quanto alle controllate sono previsti 160 dipendenti in forze
aIsm, 35 a Ilvaform, 90 Taranto Energia.

I dipendenti non assorbiti da Am potranno comunque essere utilizzati dalla procedura per l’attuazione del piano ambientale, come è stato ricordato dai commissari di Ilva nelle scorse settimane (per chi non sarà impiegato in queste attività è previsto il ricorso a un periodo di Cigs per un arco di tempo equiparato alla durata del mandato dei commissari). I nuovi dipendenti Ilva dovranno sottoscrivere un verbale individuale di conciliazione e avviare un nuovo rapporto di lavoro con Am Investco dopo avere cessato quello con Ilva e con le controllate (i contratti saranno metalmeccanico e marittimo a seconda dell'azienda di provenienza). Non è chiaro invece cosa ne sarà degli accordi di secondo livello: Am Investco avrebbe manifestato una parziale disponibilità a discutere il mantenimento di alcuni istituti, previa verifica della compatibilità con il piano industriale.

«Dal punto di vista contrattuale - precisa Marco Bentivogli, segretario nazionale della Fim - AmInvestCo dichiara di non tenere conto della continuità delle condizioni contrattuali dei lavoratori, fornendo su questo capitolo solo una generica disponibilità. A due giorni dall’avvio del negoziato, il piede è quello sbagliato: ci si prospettano presupposti ancora più arretrati rispetto a quanto concordato tra l’acquirente e la gestione commissariale. Se tale approccio sarà confermato nell’incontro di lunedì è chiaro che il ricorso alla mobilitazione generale diventerà inevitabile». Per il segretario generale della Fiom Francesca Re David, ArcelorMittal è «arrogante e inaffidabile. Non ci sono le condizioni di aprire un tavolo negoziale, l’unica risposta a tale provocazione è una forte azione conflittuale». Fiom sarà presente all’incontro del Mise «per conoscere cosa vorrà fare il governo».

Nella serata di venerdì il consiglio di fabbrica dell'Ilva ha proclamato 24 ore di sciopero per lunedì 9 ottobre per i lavoratori del siderurgico, dell'appalto e dell'indotto. Fim, Fiom, Uilm e Usb «invitano i lavoratori ad aderire in massa alle iniziative di mobilitazione e di lotta messe in campo per impedire ad Am InvestCo e governo di sbeffeggiare ulteriormente un territorio già fortemente devastato dal punto di vista ambientale, sanitario e occupazionale».

Anche se, stando a quanto dichiarato dal ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, «non ci sarà alcun licenziamento perché tutti quelli che non saranno assorbiti dalla società del nuovo investitore resteranno dipendenti dell'Ilva in amministrazione straordinaria e saranno impiegati per le attività di bonifica e risanamento ambientale nelle zone attorno il perimetro aziendale».

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