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La stretta sugli Npl: per la Henraux «le banche devono sostenere le…

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La stretta sugli Npl: per la Henraux «le banche devono sostenere le imprese»

(Marka)
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«Abbiamo già sostenuto una stretta creditizia nel triennio 2009-2011, ci siamo adeguati al sistema di rating che le banche ci hanno imposto e siamo riusciti a trovare un certo equilibrio. Adesso non possiamo certo immaginare una nuova stretta creditizia, in un momento in cui peraltro gli scenari mondiali non sono così brillanti».

È preoccupato Paolo Carli, presidente e amministratore delegato della Henraux di Querceta, una delle più importanti aziende versiliesi del marmo (possiede cave e laboratori di trasformazione e collabora con architetti e artisti internazionali), 43 milioni di fatturato 2016 (+5%) per il 90% all'export, con più di cinque milioni di margine operativo lordo.

La prospettiva che, per effetto delle nuova linee-guida più restrittive sui crediti deteriorati messe a punto dalla Banca centrale europea, gli istituti di credito stringano le maglie degli affidamenti gli è letteralmente indigesta. «Altro che stretta, in un momento come questo le banche devono sostenerci», ammonisce Carli, spiegando che sul fronte estero il 2017 si è rivelato un anno complesso, con effetti che si sentiranno sul 2018 e sul 2019. «Non si può penalizzare la crescita futura in uno scenario internazionale difficile com’è quello attuale», aggiunge l’imprenditore che ha tra i primi mercati di sbocco l’area del Golfo, l’Estremo Oriente e gli Stati Uniti. Il marmo made in Italy continua a tirare, ma le condizioni sui mercati cambiano in maniera molto rapida e «sta alle imprese essere in grado di percepire i nuovi segnali: ma le banche in momenti come questi dovrebbero essere vicine alle aziende».

Henraux negli ultimi tre-quattro anni ha virato verso i mercati esteri, praticamente abbandonando il mercato italiano, proprio per trovare clienti più solvibili: «Siamo andati a cercare crediti sani all’estero, invece che rimanere con crediti deteriorati in Italia. Noi abbiamo fatto le nostre pulizie. E ora rischiamo di dover pagare ugualmente le conseguenze?».

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