Impresa & Territori

Quote rosa, la storia di Federica Migani che comanda i 160 uomini di Tre…

made in italy

Quote rosa, la storia di Federica Migani che comanda i 160 uomini di Tre Civette

Se per caso un giorno doveste finire in un palazzetto dello sport durante l'allestimento di uno spettacolo, un concerto, una convention vi imbattereste di sicuro in una marea di uomini tra tecnici, facchini, rigger, fonici, addetti alle luci. Un universo di professionisti composto al 99,9% da uomini. Sono poche, in effetti, le donne che operano nella logistica degli spettacoli e dei convegni, poche, ma qualcuna c'è e, come nella storia che andiamo a raccontarvi, è in grado di gestire con efficacia i ruoli e il lavoro di 160 uomini.

Lei è Federica Migani, 37 anni, forlivese, mamma di Leonardo, una laurea in Economia e socia, assieme a Roberto Baroncini e Marco Benini, di Tre Civette Global Service di Forlì. La sua storia nel mondo degli allestimenti e dei servizi inizia 10 anni fa quando l'azienda fatturava 200mila euro e contava una ventina di addetti. Federica ci sa fare coi numeri almeno quanto i suoi soci ci sanno fare con l'innovazione dei servizi e la tecnologia ad essi applicata. “Insieme siamo una grande squadra - racconta oggi - perché ognuno di noi ha delle competenze e delle attitudini specifiche che, unite, hanno portato al risultato attuale”.

Che è un fatturato di 3milioni e mezzo di euro e 160 addetti impiegati in eventi come i concerti di Vasco Rossi, Ligabue, Laura Pausini, Jovanotti, Green Day e Muse, o le manifestazioni in location come Campo Volo, il Palapanini di Modena e l'autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola in una crescita continua e, fino ad ora inarrestabile.

Anche per merito di Federica che oggi dai numeri è passata alle risorse umane e ogni giorno si interfaccia con un mondo in cui le donne hanno fatto il loro ingresso di recente e, comunque, difficilmente si trovano in prima linea come lei. “È vero, all'inizio, non è stato facile - spiega - soprattutto perché, non essendo io un tecnico, potevo ricevere delle obiezioni nel merito di ciò che dicevo. Guadagnare la credibilità delle persone che lavorano per noi, diventare un punto di riferimento per loro, è stato impegnativo e ha richiesto del tempo.

Ho capito di avercela fatta, di avere raggiunto il mio obiettivo quando uno dei ragazzi un giorno mi ha parlato di un suo problema e mi ha detto: ‘è proprio vero quello che diceva Roberto (uno dei soci di Tre Civette, ndr) se qualcosa non va dobbiamo venire da voi per risolverlo. Grazie'. Ecco lì ho capito che ero diventata un punto di riferimento. Questo non significa che sia stato o che sia ancora oggi facile avere a che fare con un mondo del lavoro che è prevalentemente maschile, ma io non mi sono snaturata, ho semplicemente usato quello che viene chiamato ‘potere morbido' ossia quella caratteristica più femminile che è la capacità di mediare e di essere incline all'ascolto”.

Insomma per essere una leader tra gli uomini non serve travestirsi da uomo, serve avere una volontà di ferro e una dedizione al lavoro incrollabile. “Da donna e da mamma - continua Federica - ho spesso dovuto fare i conti con i sensi di colpa che gli impegni di lavoro comportano. Gestire una famiglia e un'azienda non è semplice: bisogna organizzare e pianificare tutto e a volte non basta se non si ha una rete familiare che ti può aiutare”. Federica Migani però ce l'ha fatta: oggi la sua azienda è un po' la sua ‘seconda figlia' che cresce con la cura e le attenzioni necessarie a farne una realtà forte in cui la leadership ha una quota rosa di un certo, indiscutibile,

© Riproduzione riservata