Impresa & Territori

L’arredo italiano scommette sul ritorno del mercato russo

mercati

L’arredo italiano scommette sul ritorno del mercato russo

Il mercato russo riparte e così anche l’ottimismo delle aziende italiane dell’arredamento, che da oggi a sabato tornano a Mosca per la 13esima edizione dei Saloni WorldWide organizzati dal Salone del Mobile di Milano, che ogni anno in autunno porta al Crocus Expo della capitale russa una selezione dei marchi e dei prodotti presentati all’appuntamento milanese di aprile. In tutto 300 aziende espositrici (di cui 231 italiane), che non sono mancate all’appello nemmeno negli anni più difficili, quando la Russia è scivolata dal terzo al settimo posto nella classifica dei Paesi di destinazione dell’arredo-design italiano, passando dagli oltre 900 milioni di euro esportati nel 2013 ai 506 milioni esportati lo scorso anno.

All’origine di questo crollo, più che le sanzioni (che peraltro non hanno mai colpito direttamente i prodotti dell’arredamento), soprattutto la crisi economica e la svalutazione del rublo. «Il peggio sembra alle spalle – conferma Emanuele Orsini, presidente di FederlegnoArredo (Fla), l’associazione delle imprese del settore –. Certo, la ripresa è ancora debole: parliamo di un aumento dello 0,2% nei primi sei mesi dell’anno. Ma è già un ottimo risultato, se pensiamo che veniamo da anni in cui abbiamo perso moltissimo». Nel 2014 il calo fu, secondo i dati elaborati dal Centro studi Fla, dell’11%, del 37,9% nel 2015 e del 14,2% ancora nel 2016.

IL RECUPERO
Andamento e prospettive del mercato russo per l'arredamento: importazioni in milioni di euro.
I valori in rosso indicano le previsioni. (Fonte: Centro Studi FederlegnoArredo)

Non solo: a incoraggiare un ritorno degli investimenti da parte delle imprese del settore è il dato dell’export made in Italy nel suo complesso, che nei primi sette mesi dell’anno è aumentato, secondo i dati riportati dall’Ice, del 28,6% rispetto allo stesso periodo del 2016. «Non stiamo parlando di timidi segnali, ma di robusti segnali, che indicano una netta inversione di tendenza – osserva il direttore dell’ufficio Ice di Mosca, Paolo Celeste –. Il mercato russo non è nuovo a questo genere di scatti in avanti. Per il momento, la ripresa è più decisa per settori come la meccanica, ma interessa anche beni di consumo come la moda e l’agralimentare». I beni durevoli come i prodotti di arredo, osservano gli analisti, hanno bisogno di tempi più lunghi, ma la via è segnata. «Il Paese si muove – aggiunge celeste –. Il Fondo monetario ha già rivisto due volte al rialzo le stime del Pil per quest’anno, che dovrebbe aumentare del 2,5%. Tra i buyer russi c’è fiducia, lo abbiamo verificato nelle numerose fiere che abbiamo fatto in questi mesi». Senza contare che i prodotti di arredamento made in Italy giocano la loro partita sul segmento dell’alto di gamma, il cosiddetto «Bbf» (Bello e ben fatto) che vede nella Russia il principale mercato tra i Paesi emergenti.

«La lungimiranza delle nostre imprese è stata quella di non disinvestire del tutto nemmeno negli anni più difficili – osserva il presidente di Fla Orsini –. In questo modo, nonostante le grosse perdite, siamo riusciti a mantenere una quota di mercato importante, da cui sarà più facile ripartire». L’Italia si conferma infatti il secondo fornitore di arredamento della Russia, con una quota che, nel 2016, è aumentata (al 24% del totale) nonostante il calo in termini di volumi e valori assoluti esportati. Questo perché negli anni della crisi il crollo delle importazioni ha interessato tutti i Paesi produttori di mobili, compresi un competitor diretto come la Germania e un colosso come la Cina. Quest’ultima (che tiene saldo il primo posto tra i fornitori, con una quota del 36%) ha perso in due anni il 60% di esportazioni verso la Russia.

«Il Salone di Mosca sarà per noi il vero banco di prova – continua Orsini –. Abbiamo investito molto, assieme all’Ice, per portare in fiera delegazioni selezionate di buyer da tutto il Paese, con l’obiettivo preciso di andare oltre le regioni di Mosca e San Pietroburgo». In questi giorni sono in arrivo infatti – grazie al progetto di incoming Ice-Fla – 120 visitatori professionali da 24 regioni della Federazione Russa e dai Paesi limitrofi, precisa Paolo Celeste, per un totale di 3mila incontri B2B con aziende italiane già programmati.

© Riproduzione riservata