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La raffineria digitale strizza l’occhio all’ambiente

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La raffineria digitale strizza l’occhio all’ambiente

Gli strumenti e i sistemi di produzione sono all’avanguardia, i prodotti ottenuti sono considerati più “tradizionali”. La raffineria diventa digitale e l’intero sistema innovativo cresce e si sviluppa attorno a un obiettivo: produrre carburanti seguendo una filosofia che cerca di raggiungere «il più basso impatto ambientale e uno standard di sicurezza e tutela della salute sempre più alto». L’innovazione digitale ha già varcato i cancelli della raffineria Saras (1.400 dipendenti in Sardegna) e del sito industriale della controllata Sarlux, e spazia dalla ricerca alla formazione dei lavoratori, dal controllo del processo produttivo alla prevenzione di infortuni o di guasti in impianto.

Sono alcuni degli elementi portanti del programma #digitalsaras, cucito attorno alla raffineria che a una trentina di chilometri da Cagliari tratta una media di 300mila barili al giorno, un totale di 15 milioni di tonnellate l’anno e una capacità di lavorazione di 40 grezzi differenti. Benzina (e altri carburanti destinati per una piccola parte al mercato locale e per il resto a quello internazionale) e tecnologia con una particolare attenzione ai big data, e a quell’evoluzione industriale che unisce la produzione petrolifera all’universo digitale. «La capacità di analizzare e sfruttare questi dati – spiega Giuseppe Citterio, direttore pianificazione e Sviluppo, cui fa capo il progetto Digital – rappresenta la nuova ricchezza del nostro tempo». Un mondo produttivo che ieri i dirigenti e tecnici della raffineria, costruita negli anni 60, hanno illustrato a 50 studenti dell’università di Cagliari facoltà di Ingegneria Chimica, Meccanica ed Elettronica, e dell’Istituto tecnico-Liceo delle scienze applicate Giua, nell’ambito dell’open day. «La gestione dei big data e l’applicazione delle altre tecnologie dell’Industry 4.0 – sono le parole di Dario Scaffardi, vice presidente esecutivo e direttore generale Saras – ci consentiranno di migliorare i nostri processi a costi sostenibili, per restare uno degli operatori leader della raffinazione».

Poi l’approccio digitale (ogni anno vengono investiti circa 10 milioni di euro in innovazione e ricerca) per l’ottimizzazione della manutenzione e produzione, continuando con la sicurezza. Punto di partenza la ricerca di applicazioni adatte alla raffineria: «Di 80 possibili utilizzi ne sono stati scelti 24, in base a razionali quali la capacità di migliorare il lavoro delle persone, costi e fattibilità, poi sono stati lanciati i 10 progetti pilota». Ora si passa alla fase di industrializzazione: l’uso del tablet per gli elettricisti (cassettisti) e per gli operatori, i dispositivi di protezione connessi alla sala controllo, la piattaforma di comunicazione che consente di strutturare e archiviare le informazioni che, turno per turno, vengono raccolte da processisti e quadristi. Lavori in corso per la raffineria del futuro.

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