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Paesi arabi in cerca di made in Italy. Più joint venture su…

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Paesi arabi in cerca di made in Italy. Più joint venture su infrastrutture e rinnovabili

(Agf)
(Agf)

Oltre 300 imprenditori a caccia di business lungo 3 direttrici specifiche: infrastrutture, turismo ed energie rinnovabili. Per aumentare ancora l’interscambio tra Italia e Paesi dell’area Mena (Medio Oriente e Nord Africa) che nei primi 6 mesi di quest’anno si è attestato a quota 25 miliardi di euro e che per un quinto, parte da – o arriva in – Lombardia. Non sorprende, dunque, che si sia tenuto ieri a Milano il 1° Business Forum italo-arabo, organizzato dalla joint italian arab Chamber (Jiac), in collaborazione con Promos - Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, Unione delle Camere di Commercio Arabe e il contributo di Banca Intesa.

Appena 2 settimana fa, Khalid al-Rumaihi, Ceo di Edb, l’ente per lo sviluppo economico del Bahrain ha annunciato la nascita di un nuovo fondo di venture capital da 100 milioni di dollari da investire in società innovative e start-up “tecniche”. Tentativi di sviluppare un’economia post-petrolio dando spazio alla diversificazione. Una richiesta di collaborazione tra Pmi europee e locali: investimenti e opportunità di mercato in cambio di tecnologia e know-how.

«Il business forum - ha dichiarato il ministro degli esteri Angelino Alfano - ha rappresentato un’occasione importante per riaffermare l’importanza strategica che l’Italia attribuisce ai Paesi arabi. Tra 2009 e 2015 il nostro export verso l’Arabia Saudita è aumentato del 112%, quello verso gli Emirati del 64%, verso il Bahrein del 22 %».

Lo ha ribadito anche il ministro del Commercio, Industria e Turismo del Bahrein Zayed R. Alzayani (si veda Il Sole 24Ore di ieri): «Riteniamo che esista un potenziale per le joint venture in settori come il turismo e l’Ict. Abbiamo varato ruiforme che aboliscono il requisito minimo di capitale per le start-up e abbiamo corsie preferenziali di business tra Bahrain e Arabia saudita».

LA TOP TEN DELL’EXPORT VERO I PAESI ARABI
Export italiano verso Paesi membri Jiac . (Fonte: dati Istat su elaborazioni Sace)

«Tanto per citare due esempi – ha aggounto Licia Mattioli, vice presidente di Confindustria per l’Internazionalizzazione – entro il 2020 saranno necessari ulteriori 3mila Mw di interconnessioni solo nel bacino del Mediterraneo, per investimenti nell’ordine dei 20 miliardi di euro. E numerosi sono i progetti infrastrutturali: dal raddoppio del Canale di Suez al potenziamento dei sistemi portuali e logistici. Ne parleremo anche a Roma, nel Forum Economico di Confindustria Assafrica&Mediterraneo (che si svolge oggi, ndr) in cui si terranno anche una serie di B2B».

Se l’interscambio complessivo ha sfiorato, nel 2016, i 50 miliardi, solo in Lombardia sono una cinquantina le multinazionali arabe che generano 6 miliardi di fatturato e occupano quasi 5400 dipendenti. «Il 34% delle nostre imprese – ha sottolineato il vice presidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala – è in affari col mondo arabo da più di dieci anni, un altro 33% ha appena iniziato» .

Tuttavia, da un’indagine di Promos su 200 aziende italiane che operano nell’area Mena, i maggiori ostacoli messi in evidenza sono: la scarsa conoscenza dei mercati (26%), ricerca e rapporto coi partners locali (23%), burocrazia (20%) e credito bancario difficile (18 per cento).

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