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Il «testing» nei Paesi del Golfo ha il know how italiano

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Il «testing» nei Paesi del Golfo ha il know how italiano

Nel percorso verso l’efficientamento energetico che i Paesi del Medio Oriente stanno mettendo in atto gioca un ruolo decisivo anche l’Italia. Grazie all’accordo firmato pochi giorni fa, lo scorso 10 ottobre, per la realizzazione del più grande laboratorio di testing che favorirà la transizione energetica di tutta l’area. L’intesa è stata realizzata tra il Cesi, il Centro elettrotecnico sperimentale italiano, e il Gcc Electrical testing laboratory, azienda partecipata dalle principali utilities, istituzioni e aziende elettromeccaniche della regione del Golfo.

Il protocollo prevede la definizione di una joint venture trentennale che realizzerà e gestirà il maggior laboratorio di testing per il settore elettrico in Arabia Saudita. Il centro di ricerche, che avrà sede a Damman, sarà di supporto alle politiche energetiche non solo dell’Arabia Saudita, ma di tutti i Paesi del Gulf Cooperation Counsil, i quali prevedono investimenti da più di 130 miliardi di dollari in 10 anni nel settore della generazione e della distribuzione elettrica per far fronte all’aumento della domanda interna.

«Al momento è ancora in fase di definizione il valore dell’investimento necessario - dice l’amministratore delegato di Cesi Matteo Codazzi, che ha firmato l’accordo assieme a Saleh A. Al-Amri, ceo del Gcc Electrical testing laboratory -. In genere, per la creazione di laboratori di questa portata il valore economico cade in un intervallo tra i 120 e i 170 milioni di euro».

Il ventaglio delle attività previste dal nuovo laboratorio sarà infatti molto ampio: tutti i componenti elettromeccanici che costituiscono la spina dorsale delle reti elettriche, dai generatori, ai cavi di trasmissione ai nodi di distribuzione, potranno essere testati, qualificati e certificati, sia attraverso prove di laboratorio che per mezzo di ispezioni in loco su componenti già installati o in fase di produzione. «È un passo significativo in linea sia con la vision 2030 dell’Arabia Saudita che con gli obiettivi di transizione energetici dei Paesi del Gcc - ha affermato Saleh A. Al-Amri -. La nuova piattaforma contribuirà in maniera rilevante alla crescita locale sia dell’industria manifatturiera che dei servizi».

Il nuovo laboratorio di testing cui parteciperà Cesi si inserisce nel solco di una consuetudine, im merito alle operazioni di Cesi nell’area. Il Gruppo, infatti, è presente in Medio Oriente dal 2012 con un regional headquarter a Dubai, proponendosi alle utilities, ai governi e ai regolatori come consulente tecnico per le politiche di transizione energetica. Molti i progetti infrastrutturali realizzati grazie all’azienda italiana: tra gli altri, a luglio Cesi è stata selezionata dal Governo del Bahrein per elaborare le specifiche strategiche e tecniche per integrare nella rete elettrica l’energia prodotta da fonti rinnovabili; è di qualche settimana fa la partenza della seconda fase del progetto per l’implementazione degli smart meter in Oman, in cui Cesi è stata selezionata dall’utility locale per il coordinamento delle attività di progetto; nel 2015 Cesi ha portato a termine lo studio e la progettazione della grande dorsale elettrica tra Riad e La Mecca: una linea di 800 chilometri realizzata attraversando per la prima volta i deserti, con la più moderna tecnologia di trasmissione in corrente continua, che permette una drastica riduzione delle perdite di energia. Un investimento da più di un miliardo di euro.

«Cesi è stata chiamata a partecipare alla nascita del nuovo laboratorio in Arabia Saudita proprio alla luce sia del nostro essere leader mondiali del testing nel settore elettrico che per l’esperienza accumulata nella regione del Golfo», ha concluso Codazzi.

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