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Extra alberghiero, Sicilia terra di contraddizioni

Turismo

Extra alberghiero, Sicilia terra di contraddizioni

Potremmo definirlo un primato alla siciliana: nel settore turistico extra alberghiero l’isola si conferma una terra di contraddizioni o comunque mostra la sua parte fragile in un settore in cui vorrebbe primeggiare. Prima nel Mediterraneo per numero di strutture extra alberghiere, terza per numero di pernottamenti con un tasso di occupazione dei posti letto del 10-11 per cento. C’è da dire che in questo caso l’isola è giustificata: la normativa impone infatti a queste strutture limiti dimensionali e per quanto riguarda invece il tasso di occupazione dei posti letto è evidente la necessità di incrementare i collegamenti aerei.

Ma andiamo ai numeri. L’Isola è nel Mediterraneo quella con il maggior numero di strutture extra alberghiere: in totale sono 4.568; al secondo posto si piazza la Sardegna (che ne ha 3.727) a seguire, al vertice, Malta e Gozo con 2.400 strutture extra alberghiere; la Corsica è solo quarta con 1.769 strutture. Per quanto riguarda, invece, la domanda turistica le isole con il maggior numero di arrivi sono la Corsica con quasi 6,5 milioni di pernottamenti nelle strutture extra alberghiere, seguita da Sardegna (con 3,2 milioni di pernottamenti) e al terzo posto la Sicilia con quasi 2,6 milioni.

Sono gli ultimi dati elaborati dall’Otie (l’Osservatorio sul turismo delle isole europee) che ha messo a confronto 18 contesti insulari del Mediterraneo, appartenenti a Italia, Grecia, Spagna, Francia, Malta, Cipro. Dati diffusi ieri ad apertura della Borsa del turismo extra alberghiero, la manifestazione ideata e organizzata a Palermo da Daniela Giardina, presidente della sezione siciliana dell’Aigo e Confesercenti Sicilia che si chiude domani. «Questa Borsa - afferma Michele Sorbera, direttore regionale di Confesercenti - si pone quale opportunità a servizio delle imprese turistiche e commerciali nonché come ulteriore azione a supporto degli interessi delle categorie che rappresentiamo».

La Borsa del turismo extra alberghiero punta a tenere i fari accesi su questa un comparto fatto da b&b, case vacanze, affittacamere, agriturismi, ostelli e campeggi, che si integra in maniera perfetta col turismo sostenibile e con quello relazionale.  Che va adeguatamente rilanciato. Lo dice Vittorio Messina, presidente nazionale di Assoturismo: occorre, dice, «arricchire il portafoglio degli incontri BtoB inseriti nel piano di propaganda turistica regionale e programmare, anno dopo anno, nell'ambito del format dell'evento una agenda di educational tour attraverso i quali valorizzare il patrimonio storico, artistico, monumentale e paesaggistico dei nostri territori avendo particolare riguardo ai siti inseriti nella world heritage list dell'Unesco».

Un fenomeno, quello della ricettività extra alberghiera, che risulta comunque in forte crescita: «L'incidenza del comparto extra alberghiero in Italia è elevatissima e supera il 50% in tutti I contesti insulari ad eccezione delle isole Flegree che registrano comunque un'incidenza del 39 per cento - spiega Giovanni Ruggieri presidente dell’Otie -. Il primato per numero di strutture extra alberghiere rispetto al numero totale di strutture ricettive, spetta all'arcipelago Maltese (95%, dovuto all'altissimo numero di self-catering accommodations) seguita dalla Corsica (81%) che fanno da aprifila alle isole italiane maggiori guidate dalla Sardegna (80%) e dalla Sicilia (78%). Seguono dunque i contesti insulari micro ovvero le isole Pontine e le Tremiti (61%) e le isole Toscane (57%). La scena è dunque dominata dalle isole e dagli arcipelaghi italiani».

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