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Ucina e Nautica italiana aprono il dialogo su questioni operative

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Ucina e Nautica italiana aprono il dialogo su questioni operative

(Ansa)
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Prove di distensione tra Ucina Confindustria nautica e Nautica italiana, la compagine formata da alcune grandi aziende del settore uscite, a suo tempo, polemicamente dall’associazione confindustriale.

Ieri Carla Demaria, numero uno di Ucina, ha risposto a una lettera, inviata il 3 ottobre scorso a lei, al ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda e al sottosegretario del Mise, Oscar Scalfarotto, da Lamberto Tacoli, presidente di Nautica italiana.

In quella missiva, si esprimeva la disponibilità dell’associazione alla «definizione di un programma di lavoro e alla formazione di più tavoli operativi, anche con il Governo, insieme ad Ucina» su due tematiche principali: «gli eventi programmati per il 2018» e il supporto coordinato al Governo «nelle azioni di rinnovamento legislativo» per il settore.

«Ho letto con soddisfazione e vivo apprezzamento – scrive il presidente di Ucina a Tacoli, Calenda e Scalfarotto - la lettera che ci è stata trasmessa da Tacoli, con la quale finalmente ha dichiarato la disponibilità di Nautica italiana ad accogliere la proposta da noi lanciata, oltre un anno fa, di dar corso a tavoli di confronto su temi specifici».


E, aggiunge la Demaria, «l’autentica volontà di Ucina» è «di procedere verso un riavvicinamento delle due associazioni, che conduca alla ricucitura dello strappo che aveva allontanato alcuni soci, inducendoli a costituire un’associazione propria».

La Demaria esprime, poi, la propria consapevolezza in merito al fatto che «per fare ciò sarà necessario un tempo adeguato e una convergente condivisione. Ecco perché, sin da subito, abbiamo pensato che il percorso ottimale potesse partire da argomenti specifici, di comune interesse, sui quali confrontarci per verificare se vi siano le necessarie convergenze, nell’interesse dell’intero comparto della nautica».

Dopo «la chiusura del Salone internazionale di Genova e la finalizzazione del nuovo Codice della nautica con le integrazioni sulle quali Ucina ha ricevuto l’impegno del ministro (dei Trasporti, Graziano Delrio, ndr), gli argomenti all’ordine del giorno sui quali stiamo lavorando, e pertanto siamo pronti ad aprire un confronto», scrive la Demaria, sono quattro.

Ossia «la camera arbitrale specialistica del mare e della nautica, già deliberata e in fase di attuazione operativa; un piano strutturato di progetti di formazione per gli operatori, a diverso titolo, nel mondo della nautica (in fase avanzata); la predisposizione di modelli contrattuali al servizio delle piccole imprese operanti nel mondo della nautica (in fase avanzata); lo studio e la redazione di un contratto collettivo nazionale del lavoro riservato alle imprese che operano prevalentemente nel mondo della nautica (in fase iniziale)».

«Naturalmente siamo disponibili – aggiunge il presidente di Ucina - a valutare le eventuali proposte di argomenti diversi che ci vengano presentate». E conclude affermando di confidare che il «confronto su tavoli operativi concreti possa consentire l’avvio di un percorso che conduca tutte le imprese a ritrovarsi in un un’unica associazione».

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