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Bici elettriche, la Ue apre un’indagine sul dumping cinese

ANTI-DUMPING

Bici elettriche, la Ue apre un’indagine sul dumping cinese

(Afp)
(Afp)

La richiesta, da parte dei produttori, era pressante. La risposta è arrivata stamane. L’Unione europea ha deciso di aprire una inchiesta anti-dumping nei confronti della Cina per le sue esportazioni in Europa di bici elettriche, le cosiddette e-bikes ( o anche bici “a pedalata assistita”).
Sulla Gazzetta Ufficiale Ue (C 353/19 del 20 ottobre), la Commissione europea rende noto di aver avviato un’indagine anti-dumping sulle importazioni di biciclette elettriche dalla Cina. Una decisione presa dopo una denuncia della Ebma (European Bicycle Manufacturers Association).

A parere dell’Esecutivo Ue, l’associazione avrebbe, infatti, «fornito elementi di prova del fatto che le importazioni del prodotto in esame dal paese interessato sono aumentate complessivamente in termini assoluti e in termini di quota di mercato». Con margini di dumping «interessanti per l’industria cinese» e «ripercussioni negative su quella europea».

Ora la Commissione ha 9 mesi di tempo per esaminare le pratiche dei produttori cinesi e la situazione del mercato Ue e decidere se adottare misure anti-dumping provvisorie. L'intera procedura dovrebbe essere finalizzata entro 15 mesi.

Soddisfastto Morerno Fioravanti, segretario generale dell’Ebma: «Abbiamo chiesto alla Commissione Ue di avviare la registrazione delle importazion i di e-bikes dalla Cina il prima possibile. La concorrenza deve esserci, ma essere equa e non falsata da sussidi che distorcono la realtà dei costi e quindi dei prezzi. Che rischiano di mettere in crisi, in Europa, una filiera di 800 Pmi che da lavoro a oltre 900mila addetti»

Secondo i dati di Ebma, le importazioni di bici elettriche dalla Cina sono passate, da zero, nel 2010, alle oltre 800 mila del 2017. Nel 2016, l’import dalla Cina aveva superato i 430mila pezzi, rappresentando il 70% degli acquisti extra-Ue, con una crescita di oltre il 40% rispetto all’anno precedente.

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