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Fondo Pmi, 67 miliardi di garanzie

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Fondo Pmi, 67 miliardi di garanzie

Quasi nove miliardi di garanzie che hanno “liberato” finanziamenti per 12,6 miliardi. Sessantamila imprese ammesse per oltre 87mila operazioni. È il bilancio dei primi nove mesi del 2017 del Fondo centrale per le Pmi, uno strumento che dall’inizio della crisi ha portato benefici a più di 700mila aziende. E che il decreto fiscale collegato alla manovra di bilancio ha rifinanziato con una dote di 550 milioni (350 di fondi aggiuntivi per il 2017 e 200 milioni per il 2018).

Il «bollino» pubblico, che fa capo al ministero dello Sviluppo economico, permette agli imprenditori di ottenere finanziamenti senza costi di fideiussione o polizze e, al tempo stesso, assicura alle banche il risarcimento in caso di default dell’azienda garantita. Possibile anche l’intervento dei confidi, chiamati a vigilare sulle operazioni, con la controgaranzia del fondo statale (interessa il 38% di tutte le operazioni attivate).

La nuova iniezione di risorse arriva alla vigilia dell’entrata in vigore dei nuovi criteri di garanzia pubblica dei finanziamenti bancari che debutteranno l’anno prossimo.

Dal 14 giugno scorso è infatti attivo un modello di rating che per ora viene testato per valutare le imprese esclusivamente ai fini della nuova legge Sabatini. Dal 2018 sarà esteso a tutte le imprese per l’accesso alla garanzia pubblica.

Con il nuovo sistema previsto nella riforma contenuta in un decreto a firma di Mise e Mef il 92% delle Pmi italiane potrà bussare alla porta del Fondo, secondo i calcoli del ministero dello Sviluppo economico. Secondo il nuovo rating sono cinque le classi di merito attribuite alla Pmi in base ai bilanci: «sicurezza», «solvibilità», «vulnerabilità», «pericolosità» e «rischiosità». Solo quest’ultima esclude l’azienda dai finanziamenti (da una simulazione effettuata sui dati di 272mila Pmi è risultato che solo l’8% delle aziende finirebbe in questa classe).

DISTRIBUZIONE PER SETTORE
Dati al 30 settembre. (Fonte: elaborazione Il Sole 24 Ore su dati Banca del Mezzogiorno - MedioCredito Centrale, 2017)

Il restyling dei criteri di selezione che prenderà il posto dell’attuale sistema di credit scoring - che oggi esclude il 30% delle Pmi - premia le imprese che scommettono sugli investimenti assicurando loro la percentuale massima di copertura. Se oggi per la garanzia diretta il Fondo copre da un minimo del 60% a un massimo dell’80%, la riforma prevede che la copertura all’80% sarà destinata solo ad alcune categorie precise: aziende che investono (anche se il 40% dell’importo può finanziare il capitale circolante legato all’investimento), startup e Pmi innovative, nuove imprese e microcredito. Nel caso di finanziamenti per liquidità l’80% scatterà solo per le operazioni oltre i 36 mesi.

Abbassandosi le percentuali di copertura sul circolante si dovrebbero dunque favorire gli investimenti che, come detto in precedenza, avranno la garanzia all’80% delle somme erogate: nei primi nove mesi del 2017 le operazioni sono state 19mila (+11% sul 2016), per 3,3 miliardi di finanziamenti accolti (+14%) e un importo medio di 174mila euro.

DISTRIBUZIONE PER AREA TERRITORIALE
Dati al 30 settembre. (Fonte: elaborazione Il Sole 24 Ore su dati Banca del Mezzogiorno - MedioCredito Centrale, 2017)

Restringendo l’obiettivo sul territorio emerge che la quota prevalente delle domande accolte riguarda imprese localizzate nel Nord (40.942 operazioni, pari al 46,8% del totale) e nel Mezzogiorno (27.185 operazioni, pari al 31,1% del totale).

Dal confronto con il 2016, tuttavia, il Mezzogiorno fa registrare la crescita più elevata (+12,4%), cui segue il Nord (+4,8%) mentre il Centro mostra una contrazione (-1,8%). Anche per quanto riguarda i finanziamenti, il Mezzogiorno segna la variazione maggiore (+13,6%), seguito dal Nord (+5,0%) e il Centro che diminuisce dell’1,2 per cento.

Spostando il focus sulla durata delle operazioni risulta che quelle a medio-lungo termine sono al centro della quota prevalente delle domande accolte (56,6% del totale e in crescia del 5,7% sul 2016), mentre la durata media di tutte le operazioni è di 42,7 mesi.

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