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Primo test in arrivo per l’F-35 a decollo corto (made in…

annuncio del ministero della Difesa

Primo test in arrivo per l’F-35 a decollo corto (made in Piemonte)

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F-35
F-35

È previsto per la prossima settimana il primo test di volo con decollo corto e atterraggio verticale (modalità Stovl) per il primo F-35 con queste caratteristiche tecniche, assemblato nello stabilimento Leonardo di Cameri, in Piemonte. Il velivolo sarà consegnato nei prossimi mesi alla Difesa. Lo precisa una nota del Segretariato generale della Difesa e Direzione nazionale degli armamenti. «Tecnici e piloti collaudatori di Lockheed Martin hanno già iniziato alcune prove di volo in modalità tradizionale - prosegue la nota - ma sarà solo il primo volo in modalità Stovl che consentirà realmente di verificare le peculiari capacità del velivolo di decollare in spazi molto limitati e di atterrare verticalmente».

E com’è sempre accaduto in occasioni di effettivo rilievo, aggiunge la Direzione armamenti, ne sarà data notizia. Così com’è stato per la prima trasvolata oceanica di un JSF, a suo tempo immediatamente diffusa dal Ministero della Difesa e ripresa da agenzie e giornali specializzati. Le informazioni sul primo volo Stovl, quando avverrà - conclude la nota - saranno fornite puntualmente e attraverso i corretti canali istituzionali».

Il ruolo di Leonardo
Il Lockheed Martin F-35 Lightning II è l’unico velivolo da combattimento americano di nuova generazione oggi in produzione. L’Italia è partner di Livello II del programma che è stato selezionato dalla Marina Militare e dall’Aeronautica Militare per l’ammodernamento delle proprie linee tattiche. La Divisione velivoli di Leonardo gestisce la Faco di Cameri (Novara), nella quale sono assemblati gli esemplari italiani e parte di quelli ordinati dall’Olanda. I siti di Foggia e Nola realizzano le parti in composito e metalliche del cassone alare completo del quale la Divisione velivoli è seconda fonte di produzione anche per gli esemplari americani. In una seconda fase Cameri diventerà il centro di supporto per gli F-35 basati nell’area europea e mediterranea.

Le caratteristiche tecniche
Ill velivolo Joint Strike Fighter è un sistema d’arma aeronautico di quinta generazione dotato di uno spettro di capacità operative che consente lo svolgimento contemporaneo e autonomo di ogni tipo di missione. Lo stato dell'arte della tecnologia applicata alla sensoristica di bordo e la bassa osservabilità del velivolo da parte dei radar sono elementi distintivi che consentono di aumentarne l’efficacia operativa, garantendo non solo maggiori livelli di sopravvivenza in territori ostili, ma anche una elevata conoscenza dello scenario tattico. Le elevate capacità di scoperta, identificazione e precisione d’ingaggio conferiscono al velivolo un potenziale di assoluto rilievo.

Differenze tra Ctovl e Stovl
Il velivolo JSF è attualmente in uso all’Aeronautica Militare è quello nella variante A, Conventional Take-Off and Landing (Ctovl): versione a decollo e atterraggio convenzionale. Quella sche sta per debuttare è appunto la versione B, Short Take-Off and Vertical Landing (Stovl): decollo corto e atterraggio verticale per l’impiego sia su piste austere che su portaeree.

Per le sue peculiari caratteristiche, il velivolo Jsf è stato scelto come il sistema d’arma più idoneo per le prime linee operative di molte nazioni alleate. La partecipazione italiana al Programma Joint Strike Fighter inizia nel 2002. Sette anni più tardi, il Parlamento italiano approva l’acquisizione dei velivoli e la realizzazione di una linea nazionale di assemblaggio e verifica finale. Il primo volo del primo velivolo assemblato in Italia risale al settembre 2015, la prima trasvolata atlantica nella storia del Jsf al febbraio 2016. L’Italia dal dicembre del 2016 è il primo paese partner ad attivare una base operativa Jsf al di fuori dei confini statunitensi presso il 32esimo Stormo di Amendola.

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