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Generali dà il via al «patto generazionale»

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Generali dà il via al «patto generazionale»

La lunga strada dei processi di integrazione e riorganizzazione del gruppo Generali incrocia una nuova staffetta generazionale, proprio in contemporanea con il rafforzamento delle tutele occupazionali. Con tanto di imprimatur da parte dei sindacati (First, Fisac, Uilca, Fna e Snfia), che nei giorni scorsi hanno siglato due accordi sul fondo di solidarietà e sulle tutele. L’accordo sul fondo prevede che tra coloro che matureranno i requisiti pensionistici entro il 31 dicembre del 2024, in 330 potranno aderire al bando di uscita anticipata con accesso al Fondo di solidarietà.

Per il periodo di permanenza sul fondo verranno mantenute la sanità e la previdenza integrativa oltre che gli sconti sulle polizze, le convenzioni bancarie, la copertura vita caso morte e la garanzia sugli infortuni del gruppo. È inoltre stato concordato un premio di tempestività, fino a cinque mensilità, per coloro che aderiranno entro determinate date e un incentivo all’esodo. Al raggiungimento delle prime 100 uscite per effetto dell’applicazione dell’accordo sul Fondo partiranno le prime assunzioni: ogni tre senior che escono un giovane verrà assunto. Come spiega Gianluca Perin, direttore Risorse Umane e Organizzazione Generali Country Italia «l’accordo sul Fondo, a fronte dei prepensionamenti concordati, ci consente di assumere più di 100 giovani per rafforzare le nuove professionalità».

Quanto alle tutele occupazionali «con questi accordi viene confermato il nostro approccio sociale e di positività delle relazioni sindacali, mantenendo la stabilità occupazionale ed i poli dove siamo presenti, inclusa la nostra sede di Trieste», aggiunge Perin. Entrando nel merito le parti hanno deciso di ampliare il perimetro dell’accordo e di confermare occupzione e sedi. Come osserva Luca Esposito, segretario nazionale della Fisac Cgil «si tratta di una scelta in controtendenza con la fase storica, economica e sociale in cui domina la precarietà. In Generali sono stati coinvolti tutti i 13mila lavoratori in Italia e tutte le sedi del gruppo ed è stata confermata la centralità dei lavoratori coniugando tutele, sicurezza, vocazioni industriali e sviluppo di tutte le sedi con i cambiamenti e le nuove esigenze del gruppo». «Con la firma del nuovo contratto nazionale - sottolinea Roberto Garibotti, segretario nazionale della First Cisl - il settore ha imboccato una nuova stagione di positive relazioni industriali e i risultati ci stanno premiando».

Nel complesso, spiega il testo dell’accordo, le parti hanno riconosciuto la centralità delle risorse e delle professionalità, così come l’impegno e la disponibilità sono indicati come fattori essenziali per il raggiungimento degli obiettivi di ulteriore sviluppo. Dettaglio importante, l’accordo ribadisce che l’evoluzione organizzativa sarà accompagnata da iniziative di formazione e riqualificazione ed eventuali necessità derivanti da automazione o diverso assetto saranno gestite con la ricollocazione di risorse e l’internalizzazione di attività. Generali punta sui lavoratori Generali.

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