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Il vino italiano perde la leadership negli Stati Unit

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Il vino italiano perde la leadership negli Stati Unit

Tanto tuonò che piove. Che la leadership del vino italiano negli Usa fosse a rischio lo avevano già detto in molti. Ora il sorpasso della Francia sull’Italia come principale fornitore degli Stati Uniti (ovvero il primo mercato al mondo per il vino) è diventato realtà. Ad annunciarlo Business Strategies, società fiorentina specializzata nella consulenza all’export di vino che ha elaborato i dati insieme a Wine Monitor di Nomisma.

Le importazioni di vino statunitensi, secondo i dati delle Dogane Usa, nel terzo trimestre del 2017 hanno registrato in sorpasso (in valore) della Francia sull’Italia con vendite negli Stati Uniti per 1,220 miliardi di euro contro i 1,210 dell’Italia. Si tratta di una clamorosa rimonta della Francia visto che l’Italia aveva strappato proprio ai cugini transalpini il primato nel lontano 2002.

Tra Italia e Francia una crescita a ritmi molto diversi
Andando ad analizzare le due diverse performance nell’export vitivinicolo Parigi ha messo a segno nei primi 9 mesi del 2017 una crescita del 18,8%, ben sei volte superiore a quella del made in Italy le cui vendite negli Usa pure crescono ma appena del 3%. Un dato sotto la media visto che nel complesso l’import Usa di vino da tutto il mondo è aumentato nel 2017 dell’8 per cento.

«L’Italia perde il primato più ambito e lo perde male – ha commentato la Ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta - se pensiamo che oggi la Francia è market leader nei primi tre mercati di importazione al mondo, Usa, Gran Bretagna e Cina. Ma fa ancora più male registrare come, in un anno di grande crescita della domanda di vino nel mondo, gli Stati Uniti siano diventati la cartina tornasole della nostra ridotta competitività sui mercati globali, frutto di azioni di marketing e promozione deboli e mai sinergiche».

Sotto accusa lo stop nelle azioni promozionali con fondi Ue
Dietro la crescita a ritmo più lento si nasconde il fatto che l’Italia ha visto calare la propria quota di mercato negli Stati Uniti dal 32,7 al 31,1%. A frenare sono in particolare i vini fermi imbottigliati tipologia nella quale l’Italia resta leader (con un valore di 962 milioni di euro) ma cresce appena dell’1,6% contro il +21,4% di Parigi. Va meglio per gli spumanti made in Italy che mettono a segno un progresso dell’8,7% che tuttavia risulta inferiore alla performance francese (+14%).

Sul banco degli impuntati finisce ancora una volta il capitolo promozione. Le azioni promozionali sui mercati dei Paesi Terzi cofinanziate con fondi Ue (con un ricco budget di quasi 102 milioni di euro l’anno) hanno subito un brusco stop lo scorso anno a causa di un’ondata di ricorsi amministrativi. Uno stallo che ancora non è stato superato e che ha provocato pesanti danni alla competitività del vino italiano con risultati che ora sono sotto gli occhi di tutti.

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