Impresa & Territori

Occupato dai lavoratori lo stabilimento Ilva di Cornigliano

siderurgia

Occupato dai lavoratori lo stabilimento Ilva di Cornigliano

(Ansa)
(Ansa)

L’assemblea dei lavoratori dell’Ilva di Genova, riunita questa mattina dalla Rsu della Fiom-Cgil, ha deciso l’occupazione della fabbrica di Cornigliano in attesa che il Governo invii ai sindacati una convocazione ad hoc sull’accordo di programma su Genova. In merito al quale, per ora, il ministero dello Sviluppo economico ha convocato solo le istituzioni genovesi (il governatore ligure Giovanni Toti, l’assessore regionale Edoardo Rixi, il sindaco di Genova Marco Bucci) per mercoledì pomeriggio.

Davanti allo stabilimento Ilva di Cornigliano sarà montata una tenda rossa: «Invitiamo tutti, cittadini e istituzioni, a venirci a trovare per difendere Genova e l’accordo di programma», ha detto il segretario della Fiom di Genova, Bruno Manganaro. La protesta andrà avanti almeno fino a mercoledì, in attesa dell’esito dell’incontro tra istituzioni e ministro Carlo Calenda al Mise. Il giorno successivo è previsto il tavolo nazionale tra sindacati e ArcelorMittal sul piano industriale.


Dopo l’assemblea i i lavoratori sono usciti in corteo per le vie del Ponente genovese, mostrando, tra l’altro, lo striscione con la scritta Pacta servanda sunt, che rimanda proprio all’accordo di programma del 2005, in virtù del quale sono state dismesse le lavorazioni a caldo di Cornigliano, a fronte di un’intesa che assicurava la salvaguardia di occupazione e reddito per i lavoratori e prefigurava uno sviluppo delle lavorazioni della fabbrica, poi non avvenuto secondo i termini concordati.

L’occupazione dell’Ilva, peraltro, è avvenuta per volontà della Fiom, con il disaccordo di Fim-Cisl e Uilm. «Le battaglie per Genova vanno fatte - afferma Alessandro Vella segretario della Fim liguria – ma non quando, come oggi, sono pretestuose. C’è una trattativa aperta a livello nazionale e, in quella sede, abbiamo già concordato che ci saranno tavoli specifici per Genova. Nessuno vuole mettere nel dimenticatoio o svendere l’accordo di programma ma non si avvia un’occupazione all’inizio di una trattativa. Occupazione che, tra l’altro, è stata decisa da una minoranza di lavoratori: 200 su 1.500, nel corso di un’assemblea durante la quale non è stata concessa la parola a quanti erano contrari».

«La Fiom – aggiunge Antonio Apa, segretario della Uilm Liguria - ha compiuto un atto inconsulto e l’ennesima scelta sbagliata rispetto al confronto aperto con il Governo e Mittal che si svilupperà a partire dal 9 novembre con la presentazione del piano industriale. Una minoranza di lavoratori si è sostituita alla maggioranza dei dipendenti, alla faccia della democrazia, attraverso un atto intollerante, che non rappresenta un bel biglietto da visita nei confronti di Mittal e del Governo, rispetto alla trattiva in corso né un favore ai lavoratori».

Ma l’iniziativa della Fiom di Genova riceve il plauso di quella nazionale: «La Fiom – scrivono Francesca Re David e Rosario Rappa, rispettivamente segretario generale e nazionale dei metalmeccanici della Cgil - ringrazia i lavoratori di Genova che, con la loro iniziativa, stanno mantenendo alta la mobilitazione per permettere l'avvio del negoziato per la vertenza Ilva».

© Riproduzione riservata