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T-Roc, il suv della svolta colorata di Volkswagen

SPORT UTILITY

T-Roc, il suv della svolta colorata di Volkswagen

Lisbona - È la Volkswagen che molti aspettavano: compatta, colorata e tecnologica. T-Roc, il crossover-suv presentato in anteprima a fine agosto che segna l’ingresso del costruttore tedesco nel segmento, strategico e combattuto, degli sport utility crossover di taglia compatta-urbana. Ora è venuto il momento di guidarlo tenendo presente il suo obiettivo: diventare il best seller di Vw al posto della Golf. T-Roc giunge, in realtà, con anni di ritardo e mira a coprire un vuoto nella gamma della marca tedesca, sfidando apertamente best seller come Renault Captur, Fiat 500X, Jeep Renegade, Peugeot 2008 e Toyota C-Hr.

Parzialmente nel mirino ci sono concorrenti di livello premium come la consanguinea Audi Q2 e la Mini Countryman. E non vanno dimenticati concorrenti di nuova generazione come le consorelle Seat Arona e Skoda Karoq e le debuttanti coreane Hyundai Kona e Kia Stonic. Costruita nello stabilimento produttivo di Setúbal (Portogallo), la nuova creazione della casa di Wolfsburg è basata sulla piattaforma Mqb del Gruppo Volkswagen.

La rottura con il passato arriva dalle numerose possibilità di personalizzazione cromatica: undici diverse colorazioni della carrozzeria e quattro colori del tetto. La prima sensazione è di un’auto molto giovane e contemporanea con questi colori vivaci e la ricca dotazione tecnologica e di connettività di bordo, anche se le plastiche interne non mostrano qualità trascendentale, anzi paiono inferiori a quelle della Golf e sotto lo standard d’eccellenza della marca. A cavallo tra un C-suv e un B-suv, la vettura è lunga 4,23 metri, larga 1,81, alta 1,57 e offre una capacità di carico di 445 litri.

La gamma motori comprende due benzina a iniezione diretta: un 1 litro da 115 cv e un 1,5 litri capace di erogare 150 cv. La gamma turbodiesel fa leva sui noti Tdi 1,6 da 115 cv e 2.0 in due livelli di potenza: 150 e 190 cv. Non sono al momento previste versioni elettriche e ibride, nonostante l’architettura Mqb lo permetta. Ampia la scelta delle trasmissioni: manuale a sei marce, Dsg doppia frizione a sette rapporti.

Disponibili le sospensioni a gestione elettronica (Dcc) e la trazione integrale 4Motion per le versioni con cambio Dsg e il diesel 2.0 Tdi da 150 cv. Questa è integrata con il sistema digitale per gestire il comportamento della vettura in ogni condizione (asfalto, neve, fuoristrada) in funzione di cinque modalità di guida: normale, comfort, sport, eco e individual. La gamma italiana si compone di due allestimenti, Style e Advanced.

Da sottolineare che già nella versione d’ingresso la dotazione è interessante. Tipica di questi modelli, la seduta di guida è rialzata, permettendo di avere un’ottima visuale su tutta l’auto. Anche nei sedili posteriori l’abitabilità è buona, un po’ meno per il passeggero seduto centralmente. I primi motori ad arrivare sono il benzina 1.0 Tsi da 115 cv e il 1.5 Tsi da 150 cv, entrambi con cambio manuale a sei rapporti, e il diesel 2.0 Tdi da 150 cv 4Motion con cambio manuale a sei rapporti e il doppia frizione Dsg a sette rapporti.

Per il primo contatto abbiamo scelto di guidare la versione Style con motore 2.0 Tdi da 150 cv con Dsg a sette marce e trazione integrale. Una motorizzazione brillante, grazie ai 340 Nm di coppia disponibili già a 1.750 giri, uniti all’efficienza della trasmissione (gestibile anche dai paddle al volante). Scatta nel canonico 0-100 km/h in 8,4 secondi.

L’arrivo in Italia è previsto per l’inizio del 2018, anche se è già disponibile la prevendita. Il prezzo base parte da quasi 23mila euro per la versione 1.0 Tsi da 115 cv a trazione anteriore e in allestimento Style per raggiungere i 34.400 euro per il diesel 2.0 Tdi da 150 cv con Dsg 4Motion nella versione Advanced.

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