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Il verdetto del Comitatone: «Venezia, via le grandi navi da San…

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Il verdetto del Comitatone: «Venezia, via le grandi navi da San Marco»

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Le grandi navi non passeranno più dal canale della Giudecca e dal bacino di San Marco. È l’annuncio del ministro dei Trasporti Graziano Delrio al termine del “Comitatone”. Nell’arco di 3-4 anni andranno a Marghera tutte le navi oltre le 55mila tonnellate di stazza. Con un solo voto contrario - quello del Comune di Chioggia - il Comitatone ha votato il piano per togliere le grandi navi da San Marco. Il documento prevede come punto di arrivo l’approdo a Marghera, dove sarà realizzata una nuova stazione, per le navi di stazza maggiore.

Le navi medie, destinate comunque a sparire dal mercato dal 2027, transiteranno lungo il canale Vittorio Emanuele per cui si valuterà la necessità di richiedere la Via. A San Marco arriveranno solo le navi più piccole, salvaguardando l’investimento fatto sulla Marittima di cui si ribadisce la centralità.

Da gennao 2018 una ordinanza della Capitaneria di Porto vigilerà comunque sugli ingressi, valutando non solo il tonnellaggio ma anche il tipo di emissioni e di onde create. Il piano sarà a regime dal 2019/2020, spiega il presidente dell’Autorità Portuale Pino Musolino, insediatosi otto mesi fa: «In prospettiva aumenteranno i passaggi su Marghera e diminuiranno quelli su Venezia, destinata a mantenere un turismo di lusso. Dopo oltre 5 anni di attesa, c’è una soluzione che non crea ecomostri e salvaguarda una impresa che crea lavoro e alimenta l’indotto non solo per il centro storico».

«Dopo anni di incertezze - sottolinea il sottosegretario Pier Paolo Baretta, presente alla riunione in rappresentanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze - siamo giunti finalmente a una decisione capace di proiettare Venezia e l’intera laguna nel futuro. La soluzione per il transito delle grandi navi da crociera, individuata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e fatta propria dal Comitatone, rappresenta un punto di equilibrio tra tutela ambientale, sviluppo territoriale e attività imprenditoriale».

Le grandi navi – attualmente vige il limite delle 96mila tonnellate che le compagnie si sono autoimposte - dunque non passeranno più davanti a San Marco, ma attraverso il canale di Malamocco approderanno a Porto Marghera senza intralciare la parte commerciale del porto. «Saremo così in grado - sottolinea il sottosegretario - di garantire la salvaguardia della città. Una decisione necessaria, che era ora prendere per dare risposta ad anni di dibattiti, polemiche, battaglie. Tutela e salvaguardia non sono alternative a innovazione e sviluppo. Le risorse di 70 milioni di euro, già stanziate nelle recenti leggi di bilancio, vengono finalmente sbloccate e assegnate ai comuni titolari. La richiesta di estendere la ripartizione a tutti i Comuni che fanno parte della gronda lagunare è ragionevole e stimola a reperire nuove risorse. Il governo, tramite il ministro Delrio, si è inoltre impegnato a convocare a breve un tavolo di lavoro per il Mose, affinché si possano individuare le risorse necessarie alla conclusione dei lavori e alla successiva gestione».

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