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Imu milionaria per il rigassificatore offshore di Livorno

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Imu milionaria per il rigassificatore offshore di Livorno

Il Comune di Livorno imbocca la strada aperta da quello di Porto Viro (Rovigo), e chiede alla società che gestisce il rigassificatore offshore posizionato al largo della costa toscana il pagamento di un’Imu milionaria.
L’avviso di accertamento, inviato nei giorni scorsi dal sindaco Filippo Nogarin a Olt Offshore Lng Toscana, ammonta a 33,2 milioni di euro e si riferisce ai mancati pagamenti per gli anni 2014 (8,8 milioni) e 2015 (9,8 milioni), cui si aggiungono 14,6 milioni di sanzioni.

L’accertamento, notificato il 16 ottobre scorso, è di fatto una somma più alta di quanto il Comune di Livorno incassa dall’Imu in un anno (circa 29 milioni, che salgono a 40 al lordo della somma trattenuta dallo Stato). Se il pagamento richiesto dall’Amministrazione dovesse avvenire entro 60 giorni, le sanzioni sarebbero ridotte a un terzo e l’importo scenderebbe a circa 23,6 milioni di euro.

Un’ipotesi, quella del pagamento immediato, che al momento non sembra ipotizzabile: Olt ha già messo in moto gli avvocati e sta preparando il ricorso, e nel frattempo replica che «non ritiene di condividere quanto espresso nella richiesta del Comune perché il Terminale Olt è un galleggiante iscritto al Registro navale della Capitaneria del Porto di Livorno, e non una piattaforma».

La battaglia giudiziaria si giocherà proprio su questo punto, visto che la richiesta del Comune si collega a una sentenza della Corte di Cassazione del febbraio 2016, che ha previsto il pagamento dell’Imu per una piattaforma petrolifera dell’Eni situata al largo del Comune di Pineto (Teramo), ribaltando un procedente orientamento giurisprudenziale.

Il piccolo Comune di Porto Viro, nel cui territorio si trova il rigassificatore italiano più utilizzato (dei tre esistenti), quello al largo del delta del Po, ha già tracciato la strada, chiedendo nel maggio 2016 a Terminale Gnl Adriatico, la società di gestione del terminal gasiero, il pagamento dell’Imu per l’anno di imposta 2010 per un importo pari a 15 milioni. La società ha presentato ricorso di fronte alla commissione tributaria di Rovigo, sostenendo che l’interpretazione della Cassazione non è applicabile al rigassificatore, e il Comune nei mesi scorsi si è costituito sottolineando l’importanza del procedimento, che avrà rilievo anche per gli anni d’imposta dal 2011 al 2016 e successivi. In ballo, del resto, ci sono somme milionarie che potrebbero, da un lato, risolvere d’un colpo i problemi di bilancio dei due Comuni che ospitano rigassificatori offshore e, dall’altro, minare i conti delle società di gestione dei terminali.

Da Olt Offshore Lng Toscana fanno notare che, mentre il rigassificatore di Rovigo è una vera e propria piattaforma in mezzo all’acqua, quello di Livorno è una nave gasiera ancorata al fondale con catene, a 22 chilometri dalla costa (all’interno delle acque territoriali).

Per il sindaco Nogarin si tratta di «una battaglia di giustizia fiscale. Non c’è nulla di ideologico nella decisione che abbiamo preso di chiedere alla società Olt di pagare l’Imu – sostiene il primo cittadino riferendosi alla contrarietà al progetto a suo tempo manifestata dal “suo” Movimento 5 stelle - non abbiamo alcuna intenzione di metterla in difficoltà, si tratta solo di una battaglia in nome dell’equità fiscale».

Nogarin spiega di essersi mosso dopo la comunicazione arrivata il 27 giugno 2017 dalla Guardia di Finanza in cui si afferma che Olt avrebbe dovuto corrispondere l’Imu al Comune a partire dal 22 dicembre 2013, data dell’entrata in funzione del rigassificatore. E così sulla strada (accidentata) dei rigassificatori italiani ora arriva anche l’ostacolo-Imu.

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