Economia

L’industria corre sulla via Emilia e sfiora i livelli pre-crisi

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CONGIUNTURA

L’industria corre sulla via Emilia e sfiora i livelli pre-crisi

(Agf)
(Agf)

Il turismo entra nelle statistiche di Bankitalia sull’andamento dell’economia in Emilia-Romagna e conferma il suo ruolo di traino del Pil regionale nel 2017, che si appresta a tornare ai livelli pre-crisi. «Il quadro economico è buono come non lo era mai stato nell’ultimo decennio e anche il nostro sondaggio realizzato tra le imprese negli ultimi due mesi dà buone sensazioni – conferma il direttore della sede regionale di Banca d’Italia, Francesco Trimarchi –. Non solo la crisi è alle spalle, ma non c’è bisogno di mettersi il binocolo per vedere una crescita economica ormai vicina al 2 per cento».

È la prima volta che il report periodico della banca centrale si concentra sull’impatto dei flussi turistici sull’economia locale e i numeri raccontano che le presenze nei primi sette mesi dell’anno sono aumentate del 6,8% non solo in Riviera ma anche nelle città d’arte e che i turisti stranieri - che pesano però ancora solo un 25% dei flussi complessivi – hanno speso lungo la via Emilia circa un miliardo di euro, il 9,2% in più rispetto all’anno prima. Assieme al turismo è la manifattura l’altro motore della ripresa emiliano-romagnola nel primo semestre. La produzione industriale è cresciuta del 2,8%, con un +4% per la metalmeccanica. E sono gli investimenti, soprattutto in tecnologie 4.0, il driver del rilancio, conferma il sondaggio della Banca d’Italia. Di contro, la fase negativa delle costruzioni non si è ancora conclusa: l’incremento delle compravendite fa il paio con prezzi bassi e molti immobili invenduti.

Il traino delle esportazioni continua a fare sentire i propri effetti benefici, nonostante apprezzamento dell’euro: +6,4% l’export nei primi sei mesi con punte a doppie cifre verso i paesi dell’Europa centro-orientale (+16%) e verso la Russia (+21,3%). E le previsioni sono altrettanto positive: la metà delle imprese industriali del campione Bankitalia prevede un aumento degli ordini esteri nei prossimi sei mesi. In questo quadro l’occupazione cresce (+1,4%), soprattutto tra gli over 45 (anche per gli effetti della riforma Fornero) e la disoccupazione scende al 6,5 per cento. La ritrovata dinamicità dell’economia non si rispecchia però in pari misura nel sistema creditizio: se, da una parte, la qualità del credito migliora, con un tasso di deterioramento (2,5%) che è ritornato ai livelli pre-crisi del 2008, i prestiti crescono solo per le famiglie ma non per le imprese, che vedono contrarsi di un ulteriore 3% i finanziamenti bancari. «Si tratta di un quadro positivo con poche ombre – spiegano gli analisti di Bankitalia –legate non al contesto regionale ma al quadro internazionale, in particolare per gli aspetti legati agli accordi commerciali».

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