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Nasce Fico Eataly World, una grande vetrina per 150 imprese del food…

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Nasce Fico Eataly World, una grande vetrina per 150 imprese del food italiano

Benvenuti a Fico Eataly World, il parco agroalimentare realizzato alle porte di Bologna che sarà inaugurato ufficialmente il 15 novembre alla presenza del premier, Paolo Gentiloni. Alla preview stampa di oggi (presenti 800 giornalisti accreditati da tutto il mondo) il sindaco del capoluogo emiliano, Virginio Merola, ha ricordato che il progetto, partito quattro cinque anni fa sulla base del nuovo Centro agroalimentare, ma troppo grande per le necessità del territorio, ha raggiunto il risultato in tempi quasi record.

Il parco, grazie all’apporto di idee, talento e capacità di lavorare insieme da parte di tutti i soggetti consentirà di far conoscere nel mondo la reputazione del made in Italy. Partner digitale è Vodafone Italia.

La Disneyland del Food&Beverage italiano è strutturata con due ettari di campi e stalle con oltre 200 animali all’aria aperta, più otto ettari coperti, con pannelli fotovoltaici che lo rendono autosufficiente sul piano energetico, con 40 fabbriche di prodotti alimentari di eccellenza italiani – dai lattiero caseari, alle carni e salumi, dai cereali e la pasta, all’ortofrutta e le conserve, dal pesce, al vino e la birra, fino ai dolci – oltre 45 luoghi di ristoro, botteghe e aree dedicate allo sport, ai bambini, alla lettura e ai servizi.

La Fabbrica italiana contadina (Fico) Eataly World unisce la tradizione enogastronomica del nostro Paese all’innovazione e alla ricerca di tutto quanto ruota attorno alla galassia agroalimentare. Alle oltre 150 imprese presenti con propri spazi espositivi-dimostrativi, si aggiungono sei aule didattiche, sei “giostre” educative con supporti interattivi, un teatro, un cinema, un centro congressi modulabile da 200 fino a 1.000 posti, e persino un ufficio postale, dal quale all’occorrenza è possibile spedire in tempo reale in tutto il mondo una delle centinaia di eccellenze del made in Italy. Non ultima la Fondazione Fico, presieduta dall’economista Andrea Segrè, alla quale aderiscono quattro università.

«In poco più di quattro anni siamo riusciti a portare a termine il progetto, ora ci tocca portare qui 6 milioni di persone – ha detto l’ideatore di Fico, e patron di Eataly, Oscar Farinetti – : ce la metteremo tutta per averle, perché i turisti portano soldi e di riflesso posti di lavoro». Farinetti ha raccontato le tappe fondamentali che hanno portato alla realizzazione del parco agroalimentare più grande al mondo. «Per fortuna l’abbiamo pensato in grande - ha ricordato - perché oltre ad attrarre visitatori da tutto il mondo, Fico dovrà rappresentare l’Italia con le sue eccellenze agroalimentari e la sua biodiversità. Racconteremo il cibo italiano partendo dall’inizio, dalle materie prime, per far vedere come si trasformano in prodotti finiti di alta qualità».

«Fico Eataly World – ha dichiarato l’amministratore delegato, Tiziana Primori – vuole essere un modello anche per il mondo del lavoro perché occupa circa 700 addetti, in buona parte giovani, che diventano quasi 3mila con l’indotto. È una piattaforma imprenditoriale che unisce Nord e Sud Italia, piccole e grandi imprese per promuovere il made in Italy nel mondo a beneficio di tutto il Paese».

«Fico – ha detto Andrea Segrè, economista agrario, presidente del Centro agroalimentare e della Fondazione Eataly - è l’acronimo inventato dal patron di Eataly, Oscar Farinetti, ma è anche un parco scientifico. E la Fondazione che abbiamo costituito è come se fosse una grande fattoria didattica, con i suoi otto ettari di superficie che equivalgono circa alla dimensione media delle aziende agricole italiane. Il nuovo parco è un concentrato anche di scienza che sarà mixata con una parte ludica. Parte integrante di un’educazione alimentare che dovrebbe entrare nelle scuole. Qui a Fico ci sono 120 aziende che fanno didattica per insegnare la tradizione e l’innovazione dell’agroalimentare italiano». Nell’ambito della partnership con Fico Vodafone offrirà anche servizi di telefonia fissa per tutte le fabbriche ospitate all’interno del parco e il collegamento wi-fi per i visitatori.

Campi dimostrativi da una parte, allevamenti dall’altra. Con sei giostre didattiche per approfondire la conoscenza di altrettante filiere produttive, o fenomeni della scienza e della tecnica contrassegnate da una frase a effetto. Come quella su «l’uomo e il fuoco» associata a Bruce Springsteen («Non puoi accendere un fuoco senza una scintilla»). E poi bar, ristoranti e mini-fabbriche che realizzano prodotti alimentari di eccellenza lavorando le materie prime, lì sul posto.

Lungo il percorso lineare al coperto che divide in due ali la nuova Fabbrica italiana contadina ci sono persino un campo da tennis e uno di pallavolo. Tanto per ricordare che «Mens sana in corpore sano»: mangiare bene gratifica il palato e lo spirito, ma poi è utile bruciare un po’ di calorie.

Cuore pulsante di questa Disneyland dell’agroalimentare sono le imprese del settore, che mettono in vetrina il meglio di sé per un pubblico eterogeneo di visitatori: 6 milioni tra italiani e stranieri, secondo le stime di Oscar Farinetti, ideatore e patron del progetto. Un’idea da “leccarsi i baffi” che nell’arco di tre anni dovrebbe garantire un fatturato di 90 milioni.

A Fico Eataly World ci saranno dai grandi marchi alle piccole aziende, la maggior parte stanziali, legati alla struttura con contratti di affitto, una parte in tentata vendita che pagherà per esserci in base all’incasso. Un parco da 80mila metri quadrati di superficie (qualcosa come 11 campi da calcio) costato intorno a 55 milioni di euro, dove lavoreranno con l’indotto 2.300 persone. A riempire di significati l’area, oltre al meglio del Food&Beverage italiano, strutture e attrezzature che arrivano dal museo felsineo della civiltà contadina e un centro congressi modulabile da 200 e fino a 1.000 posti. Il progetto, partito quattro anni fa in piena crisi economica, ha visto aprire i cantieri poco più di un anno fa. Fico Eataly World è società partecipata da Eataly Srl, Coop Alleanza 3.0 società cooperativa e Coop Reno Scarl, che cureranno anche la gestione e la promozione del parco, in Italia e all’estero. Con il contributo di privati e ordini professionali che hanno creduto fin dall’inizio in questa avventura.

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