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In Emilia Romagna un piano da 1,4 miliardi

SERVIZI FERROVIARI

In Emilia Romagna un piano da 1,4 miliardi

È stata la prima regione in Italia a indire una gara pubblica europea per l’affidamento del servizio ferroviario (la gara del ferro vinta nel 2015 da Trenitalia assieme a Tper, l’azienda pubblica di trasporto passeggeri di Bologna e Ferrara) e sarà la prima regione in cui, dal 2019, circoleranno 86 nuovi treni elettrici all’avanguardia Pop e Rock presentati un mese fa dal ministro dei Trasporti Graziano Delrio. Ora l’Emilia-Romagna, si prepara a firmare - e lo farà il prossimo 4 dicembre assieme al ministro – un “Patto per il trasporto pubblico locale dell’Emilia-Romagna” che non ha precedenti.

L’accordo unisce in un unico perimetro ferro e gomma e sarà sottoscritto da Regione, Province, Comuni capoluogo, tutte le aziende di trasporto pubblico, i privati in appalto, le agenzie per la mobilità e i sindacati. «L’obiettivo è arrivare a una regia unica condivisa e coordinata della mobilità collettiva, con una sola holding regionale del Tpl e un sistema integrato di tariffazione – spiega l’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini –. La strategia non riguarda solo i servizi ai cittadini ma anche la sostenibilità ambientale e la politica industriale del nostro territorio. Abbiamo messo in pista 1,4 miliardi di euro di investimenti per la cura del ferro e della gomma, risorse che genereranno nuova occupazione e sviluppo». Oggi il trasporto pubblico su binari e su asfalto è una “industria”che vale sulla via Emilia a più di 7mila addetti diretti e 650 milioni di fatturato, con oltre un milione di clienti (passeggeri) al giorno.

«La gara del ferro è solo il primo tempo di una partita che stiamo giocando d’anticipo seguendo le nuove regole Ue», aggiunge Donini, rimarcando il fatto che non un ricorso è stato fatto contro il bando ferroviario (caso raro nel Paese) e che i dati indicano giù un aumento dell’utilizzo dei mezzi pubblici in regione, verso il traguardo al 2020 di accrescere del 20% il trasporto ferroviario e del 10% quello su gomma (rispetto al 2014). Ad accelerare l’iter sarà la fusione, dal 1° gennaio 2019, delle quattro agenzie di trasporto su gomma (Tper, Seta, Start e su Parma sono in lizza Tep e Busitalia dopo un ricorso al Tar), che confluiranno in un’unica holding da 450 milioni di fatturato e 4.500 addetti, la terza per dimensioni in Italia dopo Atm e Atac.

Il rinnovo del parco mezzi (entro due anni saranno sostituiti tutti i 130 treni regionali, 750 milioni di spesa, ed entro il 2020 anche il 20% della flotta su gomma, altri 160 milioni di euro) è dunque solo il primo ingrediente della ricetta di viale Aldo Moro per il trasporto pubblico. Altri investimenti sono previsti per potenziare e digitalizzare i servizi su ferro e gomma, con l’arrivo di un unico abbonamento per i 36mila studenti e lavoratori pendolari, con un risparmio medio annuo di 180 euro a testa. E altri 10 milioni sono stati stanziati sei mesi fa dalla legge sulle ciclovie regionali per la mobilità green a due ruote, tra nuove piste, parcheggi attrezzati e velostazioni.

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