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L’hackathon di Generali lancia un indice di varietà per valutare i…

Diversity&inclusion

L’hackathon di Generali lancia un indice di varietà per valutare i team (e i capi)

Nel mio team la diversità viene valorizzata? Un indice la misurerà. Il tuo mindset sviluppa l’inclusione? Prova a vivere un giorno che se fossi un altro. Sono chiare le leve motivazionali della pluralità? Facciamo dei focus tematici clusterizzati per rilanciare le persone. Crediamo nelle competenze? Una nuova modalità di lavoro per far partecipare i dipendenti all’attività di altre funzioni aziendali attraverso la piattaforma di condivisione delle competenze online. Genitore & valore? Un percorso accompagnerà i lavoratori nelle tre fasi della genitorialità con servizi specifici.

«C’è una grande voglia di partecipare. Pensi che sono arrivate 600 candidature per i 60 posti che noi avevamo a disposizione per il primo Generali Hackathon». Per Gianluca Perin, direttore risorse umane e organizzazione di Generali Country Italia, è questo il primo messaggio della maratona delle idee che per la prima volta affronta il tema del lavoro tra diversità e inclusione. La voglia di partecipare è stata riassunta in cinque progetti che adesso rappresentano un nuovo spunto per il lavoro da fare in futuro sulle risorse umane. Uno spunto arrivato dal basso, come si conviene in tutte le organizzazioni dove la valorizzazione delle persone è molto più di una vuota espressione di circostanza. «Organizzeremo una giornata in cui tutti i gruppi di lavoro presenteranno al management i progetti per poi iniziare la fase di implementazione - spiega Perin -. Ci sarà un esame di fattibilità. poi si valuterà l’investimento e la realizzabilità dei progetti. Solo allora si comincerà ad andare in profondità sui progetti».

Per Generali l’hackathon è una nuova tappa del progetto sul tema dell’inclusione su cui la compagnia sta facendo un grande investimento come dimostra la survey che viene fatta ogni due anni. Tra i tanti aspetti della diversità Perin cita quello della «managerialità femminile che è importante per le persone ma anche per le società, tanto in termini di equità quanto in termini economici. Se in un’impresa si parte da una base fatta per metà di uomini e per metà di donne non può essere che la parte manageriale si discosti molto dalla base. La managerializzazione femminile va considerata un’opportunità economica per le imprese».

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