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Nell’ex capannone nascono minifabbriche 4.0. Accade a Brescia

INNOVAZIONE

Nell’ex capannone nascono minifabbriche 4.0. Accade a Brescia

Un approccio al 4.0 «plastico», da sperimentare e toccare con mano. L’imprenditoria bresciana si inventa una «palestra» per sperimentare la tecnologia digitale, a tutto vantaggio delle piccole imprese che, a differenza dei gruppi più strutturati, non possono permettersi di finanziare dettagliati piani di riconversione tecnologica.

L’idea è di Sei Consulting, una società di consulenza bresciana che ha realizzato il progetto collaborando con le principali istituzioni locali (Università di Brescia, Camera di Commercio, Associazione industriale bresciana) e con gli incubatori tecnologici del territorio, come Innexhub e Csmt. Ventiquattro le aziende che hanno offerto la loro partnership per la realizzazione del progetto.

L’iniziativa, battezzata Sfida 4.0, sarà varata ufficialmente giovedì. In concreto, si tratta di un complesso tecnologico di circa mille metri quadrati, realizzato in capannone dismesso alle porte di Brescia, che ospita tre mini fabbriche, laboratori e aule. Spazi all’interno dei quali sarà possibile conoscere, capire e sperimentare l’applicazione delle logiche del 4.0 ai processi produttivi. La struttura, nelle intenzioni degli organizzatori, sarà aperta non solo alle imprese (che potranno addestrare le figure chiave dei processi, tecniche e manageriali), ma anche alle scuole, per sperimentare percorsi attivi di alternanza scuola-lavoro.

«Ci siamo immedesimati in una tradizionale pmi, con l’obiettivo di fornire una pronta risposta al mercato, in termini di prodotto/servizio e personalizzazione a un prezzo competitivo e di qualità - spiega Cesare Tagliapietra, partner di Sei Consulting -. Abbiamo verificato le lacune di un modello di fabbrica tradizionale e le abbiamo colmate attraverso un percorso di lean trasformation, che ha come elemento chiave l’eliminazione degli sprechi attraverso il coinvolgimento delle persone. Infine abbiamo integrato le metodologie lean con tecnologie abilitanti in ottica Fabbrica 4.0».

Il metodo è stato replicato su tre modelli di impresa, per ognuno dei quali è stata creata una mini factory esperienziale: una fabbrica capital intensive, rappresentata da un sito produttivo il cui output è una valvola (attacco rapido), una fabbrica labour intensive, basata sugli assemblaggi e il cui output è una bicicletta per bambini personalizzata con diversi accessori, un’impresa service intensive, assimilabile agli uffici di un’azienda, rappresentata attraverso un ristorante. Completando la struttura alcune aree dedicate alla robotica collaborativa, all’internet of things (sensoristica applicata al prodotto), alla prototipazione con stampanti 3d. Gli spazi ospiteranno inoltre alcune start up tecnologiche.

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