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Energia alle imprese, bolletta più leggera con il calo degli oneri

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Energia alle imprese, bolletta più leggera con il calo degli oneri

Il costo della materia prima sale, ma scendono gli “oneri”. Così a conti fatti nel terzo trimestre le Pmi possono tirare un sospiro di sollievo, con una bolletta elettrica che registra un calo medio intorno al 7% e si appresta a chiudere l’anno più leggera del 4-5% rispetto al 2016 a seconda delle tipologie di consumo. Lo mostrano le elaborazioni effettuate dalla Camera di Commercio di Milano con il contributo di Ref Ricerche. Non solo. Per la prima volta si riduce il divario tra i prezzi praticati sul mercato libero e quelli in regime di maggior tutela. Una sorta di prova generale in vista dell’abbandono completo di questa tipologia che il Ddl Concorrenza ha fissato al 1° luglio 2019.

Come si spiega questo andamento? Nel corso dell’anno i prezzi della materia prima sul mercato libero hanno invertito il trend di discesa che li ha caratterizzati per l’intero 2016, quando hanno toccato il minimo storico. Hanno così ricominciato a rialzare la testa, complici le quotazioni del petrolio al di sopra dei 50 dollari al barile. Il loro aumento è stato però compensato da un calo dei cosiddetti “oneri di sistema”, che coprono i costi di interesse generale per il sistema elettrico e che valgono circa un terzo della bolletta elettrica. Le Pmi li conoscono bene perché per anni sono stati tra i principali responsabili del rincaro del loro conto energetico. Fino al provvedimento taglia-bollette introdotto con il decreto Competitività ed entrato in vigore nel gennaio 2015 proprio per contenere l’aumento degli oneri di sistema. Gli effetti della misura sono rimasti però circoscritti ai primi trimestri di quell’anno, mentre a partire dal quarto hanno ricominciato a salire (si veda Il Sole 24 Ore del 4 gennaio 2016). Poi da quest’anno una nuova inversione di tendenza che si tradurrà anche in un minor gettito degli “oneri” stimato dall’Autorità per l’Energia intorno ai 14 miliardi di euro rispetto ai 16 miliardi del 2015 e 2016 quando è stato raggiunto il livello massimo.

LA FOTOGRAFIA
Nota: MT significa Media Tensione, BT bassa tensione. (Fonte: elaborazione Ref Ricerche su dati della Camera di Commercio di Milano)

Restringendo il focus su quattro tipologie di consumo si scopre che nel terzo trimestre una Pmi manifatturiera allacciata in media tensione ha visto aumentare del 3,7% il costo dell’energia, ma ha pagato il 14,5% in meno in oneri di sistema, con una bolletta finale più leggera del 7,2% rispetto al terzo trimestre 2016. Un andamento analogo è stato registrato anche per un’impresa artigiana allacciata in bassa tensione, un piccolo negozio e un supermercato. Per la prima l’aumento dei costi dell’energia è stato del 4,2%, ma grazie a “oneri” in calo del 14,5% ha pagato il 7,1% in meno. Per la seconda il prezzo dell’energia è salito del 3,7% ma ha pagato il 7,2% in meno rispetto a un anno prima. Tra i quattro profili è stato però il supermercato a pagare il conto finale meno salato: l’8,3% in meno rispetto al terzo triemstre 2016.

Venti di riforma
Il tema degli extra-costi terrà banco anche il prossimo anno perché proprio per il 2018 sono previste due scadenze che dovrebbero alleggerire la bolletta elettrica per le Pmi: l’introduzione delle misure di agevolazione alle imprese energivore contenute nella Legge europea (che ha ricevuto l’ok definitivo alla Camera l’8 novembre scorso) e la riforma degli oneri a carico degli utenti non domestici. Gli sconti per le imprese energivore, sui quali la Commissione Ue si è già espressa favorevolmente, entreranno in vigore il prossimo 1° gennaio a seguito dei criteri basati su valore aggiunto e internazionalizzazione che verranno fissati dal ministero dello Sviluppo economico entro 30 giorni dall’approvazione definitiva della norma. La riforma degli oneri, inizialmente prevista per il 1° gennaio 2017, è stata posticipata al 2018 e potrebbe subire un nuovo rinvio. Attraverso una segnalazione inviata a Governo e Parlamento, infatti, l’Autorità per l’Energia ha evidenziato che l’introduzione simultanea delle due misure potrebbe tradursi in un aumento eccessivo della spesa per alcune categorie di utenti, in particolare dei consumatori domestici a bassi consumi. La partita però è ancora aperta.

Resta poi l’incognita del costo della materia prima. L’apertura di Arabia Saudita e Russia a una possibile proroga dei tagli alla produzione oltre la scadenza del marzo 2018 potrebbe portare a nuovi rialzi del greggio il prossimo anno. Con il rischio di nuove pressioni al rialzo sulla bolletta delle Pmi.

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