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Romolo Bugaro vince il Premio Biella Letteratura e Industria

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Romolo Bugaro vince il Premio Biella Letteratura e Industria

Romolo Bugaro ha vinto la sedicesima edizione del Premio Biella Lettaratura e Industria. Il riconoscimento – per il suo volume «Effetto Domino» (Einaudi, 2015) – gli verrà consegnato oggi pomeriggio all’auditorium della Città Studi di Biella. Marco Buticchi, con «Casa di Mare» (Longanesi, 2016), si aggiudica invece la prima edizione del Premio Confindustria Piemonte. Sarà una riflessi0ne sul «valore della sconfitta» nel NordEst italiano, dove il crollo di una finanzaria determina un effetto a catena : dove il credit crunch di una banca può innestare un curioso e accattivante percorso di revisione esistenziale.

Un tema attualissimo, che verrà affrontato in un dibattito guidato dall’imprenditore Paolo Piana, presidente del Premio Biella Letteratura e Industria: ne discuterà, oltre che con lo stesso Bugaro, con il giornalista e life-coach Mario Furlan e l’ex allenatore della squadra nazionale di sci alpino Claudio Ravetto. Metafore sportive e di vita che s’intrecciano, con personaggi nati dalla penna, ma soprattutto dall’esperienza dello scrittore padovano: «uomini abituati a esprimersi solo attraverso il denaro», ma che non per questo «vanno liquidati con facili parole». Perché nell’effetto domino di una grande progetto immobiliare che non decolla finiscono in tanti e con nomi della nostra quotidianità (Franco Rampazzo, Stefano Rinaldi, Gianni Carraro): grandi costruttori, piccoli imprenditori, camionisti, casalinghe, bambini ignari di ogni cosa. C’è una via d’uscita, una possibilità di riscatto a quelle sofferenze umane che si avvinghiano alle sofferenze bancarie? Forse, ci indica Bugaro, proprio in quelle relazioni umane soffocate dalla bulimia di affari e piccoli poteri.

È interessante che il sistema imprenditoriale biellese (un po’ come avviene in maniera ben più ampia con il Campiello) porti avanti questo impegno , non senza fatica, ma con tenacia e passione. Perché apre degli sguardi e consente di ridare contenuto e senso al rapporto tra cultura e impresa, in una contaminazione che non può avere che frutti buoni. Buticchi, per esempio, che racconta la vicenda umana e imprenditoriale del padre Albino, parabola entusiasmante, ma anche drammatica e triste di un protagonista del boom del dopoguerra, approdato anche per pochi anni alla presidenza del Milan.

Gian Mario Villalta, che era tra i finalisti con sua «Scuola di Felicità» (Mondadori, 2016), ha ottenuto il premio dei lettori del Biella. Il premio speciale della giuria è in ricordo di Felice Mortillaro per il suo romanzo postumo «L’ingegnere d'anime» (Edizioni Olivares, 2015). Mortillaro, scomparso nel 1995, avvocato e professore di Diritto del Lavoro per oltre trent’anni, è stato ai vertici di Federmeccanica nonché prolifico autore di saggi e monografie di diritto sindacale e del lavoro.

Commenta Paolo Piana: «I vincitori dei premi assegnati sono la conferma di un Premio che è unico in Italia. I temi che affrontiamo sono di notevole interesse soprattutto in un’epoca di grandi trasformazioni come quella
che stiamo vivendo, in particolare per quanto riguarda il lavoro, l’impresa e l’industria». Interviene Romolo Bugaro: «Sono particolarmente contento di ricevere questo premio perché il rapporto tra letteratura e industria mi è molto caro e lo trovo davvero importante. Gran parte del mio lavoro è tutto lì: parla di finanza, del mondo del lavoro oggi, delle sue problematiche e delle sue grandi
trasformazioni. Questo non è solo un traguardo importante per la collocazione del mio lavoro, ma è anche il più importante riconoscimento per i temi che il Premio Biella affronta».

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