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Amazon: a Piacenza il primo sciopero dell’era 4.0 non ferma il…

giallo sulle adesioni

Amazon: a Piacenza il primo sciopero dell’era 4.0 non ferma il Black Friday

(Ansa)
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«La nostra paga non è affatto sufficiente per la disponibilità che diamo», dice Ilaria, 34 anni da 5 anni in Amazon e un tono che sa tanto di rassegnazione. «Sono venuta qui anni fa dal Piemonte, convita che ci fossero possibilità di lavoro maggiori e migliori. Mi ritrovo con periartrite alle spalle ed ernia al disco». Anna, da 6 anni in Amazon, dagli inizi, scandisce le parole quando lo dice: «Il livello di utili dell’azienda è salito come il lavoro che si fa qui dentro. Ho 44 anni e da 6 anni il mio stipendio è aumentato di 75 euro».

Voci dall’Astronave, dall’esterno di quel centro logistico Amazon di Castel San Giovanni salito alla ribalta in questi giorni per il primo sciopero subito dal gigante di Seattle in Italia. Uno sciopero simbolico anche per il giorno scelto, quel Black Friday che ogni anno per Amazon rappresenta il picco dell’attività per numero di ordini evasi. Difficile pensare che possa andare molto diversamente quest’anno.

L’impressione, comunque è che lo sciopero dei lavoratori di Amazon non fermi il Black Friday. Davanti ai cancelli del polo logistico si sono riuniti gruppi di lavoratori con le bandiere di Cgil, Cisl e Uil. L’azienda fa sapere che la maggioranza dei lavoratori si è presentata regolarmente al lavoro e che l'assenza si attesta intorno al 10%. Sarà inoltre rispettata la promessa dei tempi di consegna per il Black friday. Il polo sta comunque lavorando. I dipendenti diretti sono 1.600, mentre gli interinali che sono stati assunti per far fronte alla lunga stagione natalizia e al black friday sono circa 2mila, quindi molti di più dei dipendenti del sito. La protesta è stata indetta per chiedere all’azienda di aprire un tavolo di confronto sul contratto integrativo e chiedere un maggiore salario.

“Il lavoro non è una merce. Non va calpestata la dignità dei lavoratori”

Il tweet di Annamaria Furlan, leader della Cisl 

Fuori dal fulfillment center già dal mattino, dal primo turno delle 6, c’è forse un centinaio di persone. Bandiere, gente motivata che a momenti alterni urla, si fa sentire. Non tantissimi. Chi scrive attorno alle 10 è entrato. E l’attività va.

«Black Friday. Pieno sostegno della Cisl ai lavoratori di Amazon che scioperano oggi. Giusta la protesta di Fisascat e Felsa. Il lavoro non è una merce. Non va calpestata la dignità dei lavoratori. Amazon apra un confronto con il sindacato per corrette relazioni industriali, stabilità occupazionale, salari dignitosi», ha twittato la leader della Cisl Annamaria Furlan, esprimendo solidarietà ai lavoratori di Amazon.

«Quello odierno in Amazon è il primo grande sciopero nell'epoca dell’impresa 4.0. E ha un valore simbolico enorme perché sia chiaro che il progresso, l’innovazione e la modernità non devono andare a scapito dei diritti e degli interessi dei lavoratori», afferma il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo.

“Valore simbolico enorme: progresso e innovazione non vadano a scapito dei diritti”

Carmelo Barbagallo, segretario Uil 

«Tanta gente era qui al mattino ed è andata via. Torneranno più tardi», spiega Fiorenzo Molinari (Ficams Cgil). «Abbiamo fatto una cosa storica stamattina. Faccio presente che solo un anno fa siamo entrati in azienda. E la prima assemblea l'abbiamo fatta seduti a terra, vicino ai bagni» aggiunge Pino De Rosa (Ugl Terziario). Francesca Benedetti (Fisascat Cisl) non ha dubbi: «È un successo. Finalmente abbiamo portato fuori dai cancelli le problematiche che ci sono dentro. La formichina ha dato fastidio all’elefante». Per i sindacati il 50% almeno dei dipendenti con contratto stabile hanno partecipato.

I green badge (i lavoratori «somministrati») sono dentro. «Siamo stati noi stessi a farli entrare, anche se alcuni avrebbero voluto partecipare, dice De Rosa. Al di là di questo, dentro in effetti ce ne sono tanti di lavoratori con badge green. Areni, 54 anni, albanese, da 8 mesi in Amazon è fra questi. «Non esiste azienda migliore in cui lavorare». Roberto, 44 anni, usa espressioni anche colorite, segnalando che ha atteso tre anni ed è grato ad Amazon.
Di certo è uno sciopero che, al di là degli effetti pratici, non è passato inosservato. Poco prima delle 10 sono arrivati i Cobas. Momenti di tensione perchè i Cobas non sono in azienda e non hanno proclamato lo sciopero. La polizia si mette in mezzo e i lavoratori rimangono distanziati.

«Non siamo preoccupati. Restiamo focalizzati sulle garanzie date a chi ci fa gli ordini anche in questo giorno così particolare. Non sono in grado di dire quale
sarà l'adesione. Ma proveremo in tutti i modi a rispettare i nostri impegni. Ci aiuterà la consapevolezza di far parte di una rete che solo nel nostro paese conta adesso anche sui magazzini di Vercelli e quello di Passo Corese in provincia di
Rieti», ha dichiarato Salvatore Schembri Volpe, direttore operazioni del magazzino Amazon in provincia di Piacenza. «Mi permetto di ricordare che gli stipendi che paghiamo qui a Castel San Giovanni - spiega Schembri Volpe - sono perfettamente in linea se non superiori a quelli previsti dai nostri concorrenti nel settore della logistica. Non solo. Noi rispettiamo, naturalmente, tutto quello che è previsto dal contratto nazionale di lavoro. Anzi garantiamo una serie di
tutele in più rispetto a quelle previste dalle normative come l’ assicurazione
sanitaria gratuita a tutti i dipendenti, polizze integrative sulla vita e in caso di
incidente, sconti sui prodotti acquistati sul portale Amazon e buoni pasto. E ci sono anche gli strumenti legati alla formazione e ai percorsi professionali dei singoli».

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